IL VESCOVO ANSELMI: GUARDATE DA VICINO PER CAMBIARE

23 mar 2016 by admin, Commenti disabilitati

Il cardinale Giuseppe Siri lo raccomandava sempre ai suoi preti: la vostra predica della domenica non sia più lunga di cinque-sette minuti….Si dicono tante cose in cinque minuti, se ci si è preparati prima.
Nella Domenica delle Palme il vescovo Nicolò Anselmi, vicario di Bagnasco e anche parroco di questa chiesa delle Vigne, sprofondata nei caruggi, piena di folla, di palme, di ulivi, con dieci chierichetti in veste rossa e cotta bianca, non può predicare più di quei sette minuti, anche perchè oggi si legge il Passio, la passione di Gesù, raccontata dagli evangelisti e l’omelia deve essere breve. In questo caso è il Vangelo di San Luca: una lettura lunga con quella sua intensità drammatica.
Anselmi parla diretto e sintetico con lo zucchetto rosso sulla testa e la pianeta dello stesso colore. “Faccio solo due riflessioni _ anticipa, come per annunciare che la sua omelia sarà quasi una sintesi, un telegramma, dopo il racconto della Passione, un anticipo della Settimana Santa, dei suoi riti_ “La prima riflessione mi è sollecitata da quella scena finale della folla di Gerusalemme che torna a casa battendosi il petto. Tornano a casa, come se avessero assistito a uno spettacolo. Da lontano. Anche i conoscenti di Gesù assistevano da lontano.”
Ecco l’insegnamento, il messaggio dell’omelia: “Anche tu non devi guardare da lontano quello che succede nella chiesa, non solo nella Passione di Cristo. Non puoi dire che ci sei, ma da lontano. Guarda da vicino a quanto accade, non prendere le distanze, per esempio, in questo anno di Giubileo. Anche Pietro guardava da lontano, prendeva le distanze? Ma poi anche Pietro non è sfuggito, lo hanno crocefisso e a testa in giù.”

Ci vogliono poche parole, anche crude, di Anselmi per far capire la seconda riflessione: lo spunto è sempre la grande scena della Passione, appena letta. L’insegnamento è di guardarla da vicino per cambiare se stessi, per muovere la propria paura, la propria pigrizia, i propri limiti. “Questa è la strada della salvezza, quella che ci porterà i benefici……si risorge, si risorge” _ chiude il vescovo, come se avesse, in quei cinque minuti, compreso tutto l’arco del tempo dela lunga lettura: passione, crocefissione, resurrezione.
Capacità di sintesi, linguaggio secco, tempo strettissimo per lasciare un segno chiaro.

Omelia di Monsignor Nicolò Anselmi
Chiesa delle Vigne
domenica, messa ore 11

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