Il telo del Sepolcro e la prova di Padre Amigoni

29 Mar 2016 by admin, Commenti disabilitati su Il telo del Sepolcro e la prova di Padre Amigoni

L’omelia di Pasqua, tre giorni dopo le stragi di Bruxelles e quattro giorni dopo che in questa chiesa del Gesù, in piazza Matteotti, si sono celebrati i funerali di Francesca Bonello, la “ragazza piena di luce”, morta in Spagna dentro a quel pulman, è un esercizio molto complicato. La gioia di Pasqua, la gloria della Resurrezione, la luce di quel sepolcro vuoto contro gli abissi della violenza, contro le stragi degli innocenti, morti per caso, per follia. Un sepolcro di speranza e i sepolcri dell’odio indiscriminato.
Padre Giuseppe Amigoni della Compagnia del Gesù, spezza subito questa contrapposizione con un invito augurale ai fedeli: “Siate pasquali nel buio di questo mondo, di tutte queste contraddizioni, di queste violenze, siate una luce, un lumicino, un lanternino, siate uomini di speranza, non di dolore, non di terrore, non fatevi soffocare….se non siamo luce noi, chi può esserlo? Gesù disse: siate la luce nel mondo.”
Amigoni usa sempre parole chiare, nette, usa la pronuncia stessa per farsi capire meglio, sembra quasi che scandisca, ma senza il tono predicatorio, senza l’imposizione del verbo. Piuttosto con un ragionamento inflessibile che esce dalle parole delle Letture. “Il secondo pensiero di Pasqua lo trovate nella lettera di Paolo ai Colossesi: “Per essere luce guardate alla cose di lassù se siete risorti con Gesù, entrate nella storia con lo stile di Gesù.” Come dire: per superare queste immense tragedie, inspiegabili alzate lo sguardo in alto.
Esce dalle parole del Vangelo secondo Giovanni anche la terza riflessione di Amigoni sul buio che circondava il sepolcro nel quale Maria di Magdala vede la pietra tolta dall’apertura. “Come poteva vedere se era buio?” _ si chiede.
Maria sapeva che Gesù aveva annunciato che sarebbe risorto. Quindi non lo hanno portato via, se ne è andato lui. E allora ecco la gioia e la luce della Resurrezione, la primavera _ dice proprio Primavera il padre predicatore_ la gioia di Simon Pietro e di Giovanni, i discepli che corrono, corrono perchè è successo qualcosa, Giovanni arriva primo, corre di più di Simon Pietro, perchè è più giovane.
Ma il colpo ad effetto della predica di Pasqua è la prova provata di questa Resurrezione, che Amigoni spiega come un investigatore spiegherebbe la scoperta di un indizio chiave: la posizione dei teli e del sudario, nei quali era avvolto il corpo di Gesù Cristo, dimostrano che è volato via, non che qualcuno ne ha trafugato il corpo. Si sarebbe portato via teli e sudario con il corpo.
“Il telo, come un sacco a pelo aperto, è posato da una parte con i legacci al loro posto, il sudario che ne avvolgeva il capo è posato altrove. “ La prova è impressionante: Gesù è risorto, questa dei teli e del sudario è la prima certezza della Resurrezione, della vittoria della vita sulla morte.”
Così con un semplice ragionamento, costruito sui fatti, perfino sugli oggetti di quel sepolcro, padre Amigoni spiega il grande mistero che da quel momento, prima i discepoli, poi l’umanità e la storia affronteranno davanti alla Resurrezione del Figlio di Dio. “Videro e credettero, perchè non avevano ancora compreso la Scrittura, cioè che doveva risorgere dai morti.”
La omelia è durata dieci minuti, non di più. Dieci minuti per spiegare quasi con oratoria chirurgica il più grande mistero dell’umanità.

Padre Giuseppe Amigoni Sj
Chiesa del Gesù _ domenica di Pasqua ore 11

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