L’APOCALISSE NON CAOS MA RIVELAZIONE LE CHIAVI DI CASA AI GIOVANI MA NON SUBITO

5 apr 2016 by admin, 1 Commento »

Monsignor Marino Poggi “lascia” predicare il Vangelo della domenica e le altre letture. Ma conduce la parola delle Scritture con il suo stile tranquillo, di misura, di spiegazione che arriva alla vita di tutti i giorni, come quando ricorda che ci vuole del tempo per consegnare ai figli giovani le chiavi di casa. Anche Gesù ci ha messo una settimana dalla sua Resurrezione a farsi vedere dagli Apostoli, a dimostrare, passando attraverso le porte, che la vita ha vinto la morte. Gesù risorto che passa dalle porte. I giovani di casa che finalmente si meritano quelle chiavi per entrare. La fiducia di credere.
E’ il famoso brano del Vangelo di san Giovanni, quello dove c’è San Tomaso che vuol vedere e toccare per credere, a ispirare don Marino. E prima era la visione iniziale dell’Apocalisse, con i sette candelabri d’oro e “il figlio dell’uomo” al centro e la tromba del giudizio che suona, sempre secondo Giovanni, a sollecitare l’omelia di questo prete così centrale nella Chiesa Genovese, oggi direttore della Caritas, ieri missionario a Cuba, quando Cuba era un’isola chiusa a Dio e al resto del mondo.
Poteva essere una domenica di grandi misteri, di toni, appunto apocalittici, ma guardate come nella chiesa del Sacro Cuore di Carignano, piena di canti e di chierichetti solerti, l’omelia diventa una guida tranquilla da trasmettere al popolo di Dio che ascolta. Gesù ci ha messo otto giorni a riapparire, a parlare ai suoi apostoli a chiedere a loro di andare, predicare, a vincere la diffidenza di Tomaso Didimo. Ci vuole un po’ di tempo per quell’apparizione, che chiude la Pasqua, per svelare il piano di Dio, per lanciare il messaggio che correrà nell’Umanità, che informerà le generazioni. “Sono il primo e l’ultimo” _ disse Gesù agli Apostoli che manda a diffondere la sua parola a predicare, come sta facendo don Marino.
E don Marino, dal suo pulpito, nella grande chiesa di Carignano, sdrammatizza la portata di quell’annuncio, di quella visione di grande luce, quasi insopportabile per la comprensione della mente umana, dicendo tranquillo: “E’ semplicissimo il mistero che si svela con quelle parole che bisogna accettare e comprendere. D’altra parte come arriva quella sera il redentore, in quella casa dove sono radunati gi apostoli, ancora scossi dalla Passione e dalla Resurrezione? Era già apparso alla Maddalena, semplicemente, e ora passa le porte chiuse e arriva dagli Apostoli e dice loro: “Shalom, la pace sia con voi!”. Con tutto quello che era successo, il sangue, la croce, il velo squarciato nel tempio, la disperata invocazione: “Padre mio, perchè mi hai abbandonato……”
Gesù appare in pace, annuncia che perdonerà i peccati, aspetta altri otto giorni perchè Tomaso, che non c’è in quel momento, possa toccare le sue piaghe e credere anche lui….
Il tono di Don Marino è tranquillo, la sua omelia dura cinque minuti. Poi con la stessa calma dal pulpito, nel momento delle intenzioni, lui dirà : “Pregate, c’ è in corso una persecuzione e migliaia di morti cristiani.” E’ il riferimento all’attualità drammatica del terzo Millennio, tremila e quarantanove anni dopo la nascita del Cristo, quando il messaggio di san Giovanni, interpretato nell’omelia, diventa ancora più profetico nel martirio di tanti cristiani.

Monsignor Marino Poggi
direttore della Caritas Diocesana
Chiesa del Sacro Cuore di Carignano domenica ore 11

1 Commento

  1. Marzia Cataldi gallo scrive:

    Senza nulla togliere ai tanti bravi sacerdoti della Diocesi sulle prediche di don Marino, che seguo da tanti anni, sono sempre illuminanti

PRINCE, lo Straniero e la paura di toccarlo

Finisce qua la lunga strada, da casa sua, lontana 4.000 chilometri da qui, in Nigeria, dalla quale non si poteva

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