Il Dio di papa Francesco e quello di chi crede di credere

18 apr 2016 by FrancoManzitti, Commenti disabilitati

Dovevo arrivare in questa chiesa della Maddalena, nel cuore dei “caruggi”, sprofondata tra la Aurea via Garibaldi e il “ghetto” profondo del centro storico, per ascoltare nella messa l’omelia più francescana, nel senso di vicina a papa Francesco, dellla mia domenicale peregrinazione.
La Maddalena è una chiesa stupenda che sta proprio su quel confine del centro storico, che non è solo geografico, ma anche carico di sfide. La sfida del recupero urbanistico, dell’accoglienza, tra abbandono, restauro, lotta di territorio tra chi vuole seminare il bene e chi traffica il male.
Una chiesa che è la parrocchia dei quartieri alti lassù fino a Corso Magenta e dei quartieri bassi, laggiù fino alle saracinesche chiuse di via Maddalena stessa.
Lassù ci sono le grandi case con i piani alti al sole e in faccia al mare, qui giù c’è il traffico della prostituzione e della droga, i “bassi” con le ragazze di ogni razza e colore, che aspettano i clienti. La Maddalena è come una frontiera, posata sulla linea di confine, che si attraversa entrando nelle sue navate così ricche di storia, ma anche entrando nel suo cortile, oggi il centro dell’accoglienza fraterna o girando intorno al suo corpo di chiesa distesa tra i giardini dei nobili palazzi di via Garibaldi e il brulichio dei vicoli.
La messa è celebrata dal nuovo parroco, padre Paolo Diral che usa un linguaggio forte, diretto e allarga le braccia e alza il tono per rendere più incisiva la sua omelia, il suo testo.
“Papa Francesco che chiede accoglienza per gli immigrati _ dice allargando quelle braccia _ è fuori dai ritmi, fuori dalle regole di chi ha la sua visione di Dio.”
Eccolo il punto dell’omelia, una corretta visione di Dio, del Pastore: l’idea che abbiamo noi del Signore, quella che ci possiamo essere costruiti e che un papa come Francesco può cambiare. “Non ci meravigliamo se ascoltiamo chi ci dice che crede in Dio, ma poi chi è Dio? Lo deduciamo da racconti e descrizioni che ce lo dipingono come l’essere superiore che garantisce la giustizia.”_ dice padre Paolo.
Quale Dio? Ma quello che è giusto quando punisce o premia . E’ potente, è grande, è da temere e detta regole e l’uomo spesso si fa simile a lui, sopratutto quando applica le regole della morale. Dio è quello che definisce bene le regole, facili da accettare, secondo questa visione che non è di Francesco.
Perchè Francesco da fastidio a tanti? Perchè la nostra fede si sente minacciata di fronte all’altra immagine di Dio, quello che frequenta i deboli e si fa sputare anche in faccia. Ci sentiamo attaccati, minacciati da un’immagine di Dio diversa da quello giusto e fermo che detta regole e punisce e premia.
Padre Paolo spiega bene, perchè quella di Francesco è la strada giusta e non lo è l’altra che descrive quel Dio potente e giustiziere.
” Dio non divide le parole in divieti e regole….non si fissa sul bene e sul male…..La parola di Dio è azione. Questo papa, insomma, non piace a chi ha già un suo Dio. Il rapporto che si deve avere con Dio con il Pastore, per tornare al Vangelo di questa domenica è: ascoltare, conoscere, seguire. La prima azione, se vuoi credere veramente, è accettare di ascoltare la sua parola, non le altre parole che ti aspetti e che ti piacciono…E io le conosco quelle parole”.
Padre Paolo conclude: ” La vita eterna è un dono non un merito, ed è per l’oggi ed ha una qualità indistruttibile. Cosa dobbiamo tenere nelle nostre mani per arrivarci: un progetto di umanità che Dio ci insegna, liberandoci dalle relazioni di potere, per esempio. ”
Chiaro no. il messaggio che sale dalla chiesa della Maddalena, ma che scende anche e magari prende forza da quella umanità che brulica nei caruggi intorno.

Padre Paolo Diral, ordine dei Somaschi- parroco della chiesa di Santa Maria Maddalena
messa delle ore 11 Domenica

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