Il SANTO MANDILLO E LA PROVVIDENZA DI PADRE HERTZL

15 nov 2016 by FrancoManzitti, Commenti disabilitati

Il VOLTO DEL SANTO MANDILLO
E LA PROVVIDENZA DI PADRE HERTZL

Già è stupefacente entrare in quella chiesa, che è nata nel 1300 e intorno alla quale hanno costruito le case nel corso dei secoli e oggi devi quasi indovinarla, la facciata di san Bartolomeo degli Armeni, una delle residenze genovesi dei Padri Barnabiti.
Una piazzetta, un sagrato di pochi scalini, sbieco rispetto ai viali di Circonvallazione a Monte, via Armellini, il Chiossone davanti….Dentro c’è il Santo Mandillo, detto così “alla genovese”, una delle reliquie più preziose e più avventurose della storia di Gesù Cristo su questa terra. E’ il Santo Volto di Edessa, un lino su cui è “proiettato” il volto di Gesù, secondo la storia impresso da lui stesso su quel lino per inviare l’immagine a re Abgar.
Come questa reliqua sia conservata in una chiesa un po’ laterale, in mezzo a un quartiere tranquillo della Genova medio borghese, un po’ silenziosa e riservata, fa parte di un racconto che sprofonda nei secoli, ma davanti al quale si stupisce per la forza della iconoclastia cattolica. Fu un capitano di mare, divenuto Doge nel 1300 dopo Cristo, a “pretendere” quel lino con il volto del Cristo a Costantinopoli, Leonardo Montaldo. L’imperatore di Costantinopoli glielo concesse e poi lui lo portò nella Repubblica genovese, per offrirlo alla devozione dei fedeli.
I francesi lo rubarono e i genovesi lo riconquistarono ancora e lo riportarono poi lì in questa chiesa silenziosa, che oramai si anima solo la domenica. Quel volto dalle sembianze sofferenti di un uomo della Galilea, fatto figlio di Dio, impresso duemila anni fa e rimasto come stampato, “brilla” quasi in un altare laterale della chiesa e per una settimana all’anno, dopo Pentecoste, si celebra in suo onore e vengono vescovi e cardinali a genuflettersi davanti.
Sarà per caso o per coincidenza, ma padre Adolfo Hertzl, cui questa chiesa e i suoi fedeli sono affidati, parte da un volto per la sua messa domenicale. E’ la domenica della festa della Divina Provvidenza, cui i Barnabiti dedicano particolare devozione, e il sacerdote indica un quadro nella navata opposta a quella della sacra reliquia, nel quale Maria “protende” il suo sguardo.
Eccolo il messaggio della Provvidenza che Maria invia con il suo volto, “significando” la superiore potezione che quel gioco di sguardi infonde.
Il Vangelo della Domenica è quello di san Giovanni che racconta il miracolo più conosciuto, quello delle nozze di Canaa. Ma non è su questo Vangelo che padre Hertzl ferma la sua riflessione nell’omelia.
La riflessione è dedicata proprio a Maria, regina della Provvidenza. “ Maria generò Gesù concepito prima nella fede che nella carne. Dio non ha ignorato la libertà degli uomini mai, neppure in quel momento. E’ passato attraverso il libero assenso. L’angelo ha chiesto a Maria: sei diposta a questo. E Maria ha risposo “sì”. E sapeva che non era semplice, che incominciava anche una strada di sofferenze.”
L’omelia è esplicita, chiara, diretta. “Noi accogliamo il verbo e le parole di Dio, si incarnano in noi e le mettiamo in pratica _ generalizza ora dal pulpito il padre _ E’ un grande mistero che noi comprendiamo con il cuore e non è solo un fatto del passato che scende da quel “si” di Maria all’ Annunciazione. Noi offriamo la nostra carne, offriamo le nostre mani per accarezzare chi ne ha bisogno, i piedi per camminare, le braccia per sostenere i deboli, la nostra mente per progettare con il Vangelo, per rinnovare il mondo peccatore, il nostro cuore per migliorare con la Madonna.
Ecco dove porta quell’assenso, quella libertà che si è manifestata la prima volta con Maria. Ma c’è un’altra riflessione di padre Hertzl e riguarda ancora Maria, la sua vicenda di madre di Cristo, consenziente e cosciente. “ La Madonna sapeva che avrebbe attraversato brutti momenti, dopo la nascita la fuga in Egitto per scampare a Erode, Gesù rifiutato, insultato e Maria che ascoltava, vedeva tutto, misurava l’odio contro di lui, fino alla Croce, al calvario. Maria era lì, lo vedeva morire e non poteva fare nulla….”
Qual è la conclusione: “ Come Adamo ed Eva sono stati i progenitori della stirpe con i loro peccati, Maria e Gesù sono i rigeneratori dello Spirito. Eccolo allora quello sguardo che esce dal quadro e la riflessione che ne consegue per chiudere l’omelia e dare insieme un senso alla Divina Provvidenza e a quel gioco di volti che si incrocia nella chiesa: “Quando ci sentiamo peccatori e magari non abbiamo il coraggio di volgere lo sguardo a Geù, allora guardiano Maria e accogliamo la sua Provvidenza.”

Padre Adolfo Hertzl Ordine dei Barnabiti
Chiesa di san Bartolomeo degli Armeni – via Armellini
domenica ore 11

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