L’EPIFANIA DI DON ANFOSSI E I TRE MAGI INCOSAPEVOLI

13 gen 2017 by FrancoManzitti, 1 Commento »

L’EPIFANIA DI DON ANFOSSI
E I TRE MAGI INCONSAPEVOLI

E’ un po’ vuota nel giorno dell’Epifania la grande basilica dell’Immacolata, questa grande chiesa “in discesa”, che non ha sagrato se con quello stretto marciapiede davanti al portone e dove la gente entra alla spicciolata attraverso le porte laterali. Non è una chiesa-cerniera, come tante altre a Genova, tra quartieri, pezzi di città, questa grande basilica, che era tanto cara a Siri e dal cui pulpito si sono cimentati tanti grandi predicatori, anche tonanti come monsignor Borzone, maestro anche di canto e cori.
Sta nel bel mezzo della salita di via Assarotti, che conduce alla Circonvallazione a Monte, estende i suoi confini verso l’alto, nei larghi viali alberati che girano a Manin e giunge fino alle curve di Magenta, dove il territorio diocesano diventa competenza della Maddalena, cioè di quel gioiello dei caruggi, i cui confini salgono, salgono, perfino sui binari della Funicolare di sant’Anna, fino ai grandi palazzi, come la torreggiante Superba o il lezioso palazzo Odero, dalle eleganti colonnine bianche.
L’Immacolata, grande chiesa di navate ampie, altari laterali e di quel teatrino nella piazzetta accanto, ha parrocchiani più omogenei socialmente della confinante Maddalena, divisa tra la borghesia di Castelletto e lo sprofondo buio dei caruggi più duri e invasi dai traffici proibiti e rilanciati dal riscatto degli uomini di buona volontà.
Sta nell’ombra severa della Sinagoga, l’Immacolata e“copre” tutta quell’area residenziale, che si estende sopra Brignole, via Peschiera, via Durazzo, via Groppallo, per non parlare di Manin e di via Cesare Cabella, fino al Convento francescano di san Bernardino, il convento svettante sul crinale verso il Righi.
La messa dell’Epifania, un po’ svuotata dal finale delle vacanze natalizie, non frena l’omelia di don Francesco Anfossi, grande prete della Curia Genovese, già direttore della Caritas diocesana, ora insediato all’Immacolata. “L’Epifania chiude e apre”_ spiega il don, mettendo subito la definizione giusta alla festa del tre Magi, che vanno a riverire il bambinello e gli recano doni. Chiude le feste ma apre al “dopo”, a partire dal significato di quella visita tanto autorevole.
“Quei saggi orientali scrutavano gli astri, cercavano qualcosa, ma non sapevano cosa, sapevano solo che quanto avrebbero trovato in quella capanna, tra il bue e l’asinello, era importante. Sanno, ma non capiscono. Trovano una povertà assoluta, il fiato degli animali per riscaldare, la paglia……..Quella stella aveva indicato un cammino e loro, i Re Magi, sono felici di essere arrivati, di avere fatto quel viaggio, ma poi lasciano al suo destino Gesù. Sanno che quel bimbo crescerà e si maifesterà……Eccolo il significato dell’Epifania, della Manifestazione. “ Portate questo messaggio a tutti”_ ecco il ruolo dei Tre Re Magi, in parte inconsapevoli, che se ne vanno dopo avere depositato oro, incenso e mirra.
Non è un messaggio qualsiasi quello che parte, magari un po’ inconsapevolmente sotto la Cometa e nella prosternazione rispettosa dei re pagani, giunti fin là e portati dagli astri. . “E’ l’idea di un Dio che ha promesso un redentore, una scelta difficile da far conoscere.”
Don Anfossi con la sua voce profonda e il messaggio chiaro spiega che “quella notizia va portata a tutti, i missionari devono andare ovunque. Il contenuto del messaggio è semplice, anzi di una semplicità estrema: volersi bene, amatevi come io vi ho amato. In fondo che cosa c’è di più semplice di questo invito: amatevi come io vi ho amato. Se così fosse, quali problemi resterebbero nel mondo che il Salvatore è venuto a soccorrere: funzionerebbe tutto…..
Cosa è allora l’Epifania, secondo Anfossi, in una traduzione semplice e immediata del suo significato? “L’Epifania è il messaggio anche per gli stranieri, non è il messaggio dei profeti, che è diverso, molto più complesso e ragionato. Qui c’è un gruppo di pastori, semplici, poveri e di pagani che vengono da lontano e che diffonderanno il messaggio. Poi ci saranno 30 anni di silenzio e solo dopo Gesù si manifesterà: Dio ama l’uomo e non lo lascerà, nessuno resta fuori dai suoi progetti. E il progetto è quello: andate nel mondo e ditelo a ogni creatura e annunciate il suo progetto: amatevi.
Guardate dove può arrivare il messaggio dell’Epifania_ secondo don Anfossi_: Dio è tanto innamorato del suo progetto che non si ferma mai neppure quando gli sbattono in faccia la porta e non minaccia, non dice che manderà per punizione il diluvio universale. Avete già pagato, qualunque razza, qualunque uomo entra nel progetto che si manifesta…….E ai discepoli dirà: andate ai confini del mondo a diffonderlo. E andranno. Paolo arriverà in Spagna, che è come la fine del mondo, solo Cristoforo Colombo scoprirà dopo che c ‘è un altro mondo oltre e andrà a piantarci la croce.
Il creatore del mondo _ dice infine nell’omelia don Anfossi_ invita la gente che non sa nulla, che ignora, che aspetta un segno e lo trova e lo segue e arriva a quel piccolo bambino nella mangiatoia, in una povera stalla. Si è fatto uomo, il papà è il falegname di un piccolo paese, Nazareth…cosa volete che possa arrivare da Nazareth, un punticino nel mondo….

Monsignor Francesco Anfossi

Chiesa dell’Immacolata ore 12

Festività dell’Epifania 6 gennaio 2017

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1 Commento

  1. tiziana scrive:

    manzitti,secondo me,dà il meglio di sé come scrittura in questa rubrica!spero sia seguita da molti!mi è molto piaciuta questa descrizione dell’Immacolata “in discesa”che copre un territorio che va da Brignole alla circonvallazione a monte !per quanto riguarda l’omelia come sarebbe bello amarci come ci ha amato Gesù senza chiederci nulla in cambio…ma non mi pare che sia successo e che stia succedendo…un cordiale saluto Tiziana

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