I BEATI DI DON VALENTINO E I CATTIVI DA MANDARE A QUEL PAESE

31 gen 2017 by FrancoManzitti, Commenti disabilitati

BEATI I BIMBI CHE VANNO DA DON VALENTINO
E MANDANO I CATTIVI “ A QUEL PAESE!!!”

Dove comincia e dove finisce la parrocchia di Sturla, che sembra un balcone, un po’ sopra la strada di gran traffico, ma con le porte che appaiono spalancarsi su un territorio così più grande. Sturla, una cerniera tra la holywoodiana Albaro e i quartieri di Levante che chissà se sono ancora Genova o un altro mondo, Priaruggia, Quarto, Quinto, Nervi, la città più affacciata sul mare direttamente, come Sturla stessa, che però il mare non lo vede, ma lo sente respirare su da Vernazzola: cemento e aria di mare, di sale, di spiaggie, strappate qua e là alle case, agli scogli.
Sarà per questa ampiezza di respiro che la Chiesa della Santissima Annunziata si apre e si riempie quasi completamente di una folla allegra, molto giovane, dall’altar maggiore fino in fondo.
La messa delle 11 di domenica viene definita “dei bambini”, ma è molto di più. Intanto i bambini sono anche ragazzini e ragazzine che riempiono i banchi della navata principale in un brusio vivace, continuo, che diventerà un dialogo, durante l’omelia, quasi un botta e risposta con Don Valentino Porcile, il parroco, il prete-motore di questa comunità e di molto altro, che si muove intorno alla sua chiesa e alla sua comunità.
Suonano le chitarre e cantano quelli del coro per accogliere il corteo del celebrante che sbuca nella folla dalla sacrestia al suono di uno scampanio che non è il solo rintocco tradizionale di inizio messa, ma quasi un festoso richiamo collettivo.
Non c’è più lettura più diretta di quella di san Matteo sulle Beatitudini. Sembra fatta apposta per questo pubblico giovane, giovanissimo ma non solo, al quale don Valentino parla con un linguaggio diretto, chiaro, semplice, adatto a loro, ma anche molto efficace per tutti.
“Beati, beati, beati_ elenca Valentino dall’altare_ oggi Gesù dice Beati e collega la beatitudine a chi è buono. Bene! Beati anche gli afflitti. Mica tanto bene! Capiamo bene: Gesù dice che la vita è fatta di cose belle, ma è anche difficile. Beati i poveri di spirito, perchè di essi sarà il regno dei cieli.”
Attenti a non sbagliare se Gesù dice che si è felici quando si ha tutto, quando si è contenti perchè si hanno tanti sodi, quando mi dicono sempre di si alle mie richieste. Quando Gesù dice “beato” non insegna questo. Noi possiamo avere un cuore grande che abbraccia tutto, ma attenti a quelli che vi dicono che per essere felici bisogna avere tutto.
E qui don Valentino di fronte a quella folla di ragazzini e di bambini, che seguono partecipando agli esempi delle sue beatitudini, tira fuori l’esempio forte, che rompe lo schema beato-felice perchè tutti ti dicono sì e ti consegnano quello che chiedi.
E’ un esempio tratto dalla cronaca forte dei giorni recenti, che ha occupato le pagine dei giornali e le trasmissioni dei tg: i due ragazzi che hanno ucciso i genitori di uno dei due con una violenza inaudita e una freddezza spaventosa. Valentino non spiega esattamente i fatti, li generalizza per raggiungere il cuore dei ragazzi senza ferirli, dopo avere spiegato che ha ascoltato quella storia alla telelevisione. Lui non guarda spesso la tv, ma in quel caso gli è capitato. E anche in questo dettaglio della lontananza della Tv c’è come un messaggio di non starci troppo davanti alla televisione.
“Ho sentito di due ragazzi di 16 e 17 anni_ racconta il parroco_ molto amici, inseparabili. Uno dei due chiede all’altro di fare una cosa sbagliata. Ti do 80 euro, te ne do forse mille se fai questa cosa_ gli chiede. Siamo felici se fai questa cosa. Hanno fatto quella cosa e il più grande che ha compiuto l’azione l’ha spiegata dicendo che il suo amico gliela aveva chiesta: l’ho fatta perchè me l’ha chiesta lui.”
“Sono finiti in prigione, quella cosa era terribile”_ spiega don Valentino senza dettagliare che lì c’è stato un delitto mostruoso, l’uccisione dei due genitori. “ Se qualcuno vi chiede di fare una cosa sbagliata dovete mandarlo a quel paese. Cosa dovere fare? Mandarlo a quel paese.”
Ecco l’insegnamento che parte dallo stato di beatitudine, dalla criticità di chi ottiene sempre tutto. La folla dei bambini, dei ragazzi, risponde, spronata da don Valentino che chiede forte: cosa fate se vi chiedono di fare una cosa sbagliata? Risposta corale: “Lo mandiamo a quel paese! E’ la risposta della chiesa intera dove spiccano le voci giovani della navata centrale.
“Per essere felici l’insegnamento è chiaro_ dice Don Valentino- per essere veramente beati non bisogna seguire il male. E’ molto più facile mangiare un gelato o andare a fare il compito che seguire il male. “
Sembra un insegnamento troppo semplice, quasi lineare, totalmente infantile? E’ così. Ma l’insegnamento di don Valentino ha questa proiezione, perchè è ai bambini e ai ragazzi che parla nella sua omelia, cercando il dialogo con loro, cercando di “tradurre” le beatitudini in un insegnamento positivo, in una “dritta” per non cadere nella trappola del male.
E quando la messa finisce, don Valentino incalza, chiedendo ancora a gran voce, come per sugellare: “ Dove li mandiamo quelli che vi consigliano il male?” Si alza come un urlo la risposta: “ A quel paese!!!!”.
Eccolo lì il nocciolo dell’omelia, il senso della predica, della messa intera, la “traduzione” delle beatitudini.
La messa si conclude dopo l’abbraccio della pace che coinvolge la chiesa per oltre cinque minuti e tra i momenti più delicati c’è senz’altro quel suono leggero di chitarra durante l’elevazione.
Poi tutti fuori sul balcone verso il mare che non si vede, ma c’è e manda il suo soffio. Don Valentino domani parte per Amatrice, la terra del terremoto, del dolore, della solidarietà. “Domenica prossima spero di portarvi da là qualche buona notizia”_ dice, dando appuntamento.

Don Valentino Porcile- parroco

Santissima Annunziata di Sturla

domenica ore 11

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