PADRE LUCA TESTIMONE

8 mag 2017 by FrancoManzitti, 1 Commento »

LA TESTIMONIANZA DI PADRE LUCA
“IL GUARDIANO” DI SANTA BARNABA

Salire verso santa Barnaba, dove sai che c’è un convento con un presepe piccolo e segreto e una chiesa minuscola, è come camminare su una ruga di Genova. Una di quelle rughe, fatte di creuze, larghe e strette, lisce e a gradini, che si impennano verso l’alto e tu puoi guardare di qua e di là e misurare i quartieri in salita della tua città. Ma, sopratutto, guardi in giù, verso il grande golfo che si apre a Ponente, ampio, un po’ sfumato sui Capi, fino a capo Mele, che sembra il confine del tuo mondo.
Guardi in giù e ti bei della bellezza senza respiro del mare blù, delle praterie azzurre, del porto gioiello, chiuso nello scrigno del centro storico, delle piste aeroportuali, che sembrano un gioco in miniatura con gli aerei sulla pista e l’aereo che sta atterrando da Levante, lento, stabile, con le luci accese e il carrello che esce dalla sua pancia d’argento.
Sali la ruga che ti porta in alto verso il muro a secco della chiesa-convento, datato quarto secolo dopo Cristo, quando qui già c’era, appunto, un convento femminile, per sentire l’omelia di padre Luca e scopri che il convento, la Chiesa, sono come sospesi tra il basso di Corso Dogali e l’alto del Castellaccio, il Forte tra il verde del Righi, lungo un muro di pietre.
Capisci che qui si arriva dal basso, conquistando un passo dopo l’altro una salita dura o dall’alto, quasi precipitando da via Chiodo: una curva dopo sei verso via Napoli, Oregina, altra sospensione sui quartieri del porto.
La chiesa è piccola, una sola navata dentro un sagrato chiuso con il presepe a destra del cortile dove quasi intuisci i passi di tante monache che ne hanno fatto la storia prima che arrivassero dall’Ospedale di Pammatone i Capuccini.
Ma siamo nel sedicesimo secolo e chissà cosa si ammirava da questa ruga in quella Genova del suo secolo d’oro. Dentro oggi c’è un affresco di Domenico Piola, un san Francesco di Tavarone, qualche statua lignea e lo stile inconfondibile dei padri capuccini, perfino l’odore di legno.
Pochi sanno che una delle glorie artistiche di Genova, Bernardo Strozzi, venne quassù a prendere il saio e qui padre Francesco da Camporosso, cioè il Padre Santo, il cui corpo giace come reliquia nella chiesa di Circonvallazione a Monte, fece qua il suo noviziato.
Con tutta questa storia capuccina sulle spalle ascolti con una certa sorpresa padre Luca, un giovane frate che predica nella quarta domenica dopo Pasqua. Sorpresa per la barba giovane del predicatore che racchiude tutta questa storia.
E’ la domenica dedicata al pastore che guida le sue pecorelle dentro alla porta del cielo. “Il Buon Pastore è il modello_ dice padre Luca_ ma tocca a noi capirlo che è lui, tocca noi fidarsi…..”. Il probema è aprire il proprio cuore, distinguere di chi fidarsi, oggi più che mai. Ecco il messaggio che viene da questo pulpito di legno nel linguaggio semplice del frate che predica a chi è salito o sceso dentro a questo scrigno.
“ Non dimenticate che Gesù ci conosce bene, conosce tutti, uno per uno. Sa tutti di noi, sa come guidarci verso la porta del cielo, dove compiremo quel passaggio che a noi sembra lungo, ma è solo un battito di fronte alla eternità.” Come dire: siamo capaci di distinguere, di metterci nella strada giusta del gregge o scantoniamo?
Insomma bisogna ascoltare la voce del pastore che guida, del “guardiano” come padre Luca, che si lascia scappare con un sorriso l’allusione a se stesso predicatore. Bisogna stare attenti ai messaggi perchè oggi gli uomini sono furbi e ci possono abbindolare bene spiega Luca_ Il sistema mediatico è diffuso e potente e può atttarre molto, può tirarci via dal gregge guidato dal pastore. Perchè dobbiamo pregare, perchè Gesù ci chiede di pregare? Perchè lui sa che quello è anche un sistema per tenerci aggregati al messaggio giusto. Siamo spesso attratti da ciò che ci piace e nascondiamo il resto. Invece dobbiamo andare verso quella porta giusta. La porta è questa _ dice Luca_ la croce di Cristo. E mima, aprendo le braccia, come a disegnare l’ampiezza dell’apertura attraverso la quale dobbiamo passare.
L’omelia non è durata più di sette minuti, ma sono tutti riempiti dal sorriso del predicatore. La messa va avanti con molti canti e con un momento di riflessione, poco prima del finale. Dove c’è una sorpresa di padre Luca che conclude sempre la messa con una testimonianza sua personale e privata, che è un messaggio. “ Ho incontrato qualche giorno fa persone con le quali non ero stato molto in sintonia. Mi poteva far piacere non vederle. Invece ho sentito scendere in me una perfetta serenità nei loro confronti. Il mio animo si era disteso. Mi sono sentito in pace con loro e con tutti. Era chiaro che questo era il lavoro di Gesù dentro di me. Per che cosa è morto il Signore se non per farci amare il prossimo?

Padre Luca _ Ordine dei Capuccini

chiesa di San Barnaba

domenica ore 18

Tag:,

1 Commento

  1. Tiziana scrive:

    Manzitti ama il mare ama i bricchi ama Genova!E vuole vederla e ce la fa vedere da ogni angolazione possibile!E ce la spiega così bene che senza fare fatica la vediamo anche noi!e poi c’e la messa e le omelie più o meno interessanti!Ma spesso come in questo caso l’attenzione è puntata sulla nostra bellissima città!Mi piace molto quando scrive che Capo Mele è il confine del nostro mondo …

AVVENTO: PER UN NATALE NON A ZONZO

MESSAGGIO DI INIZIO AVVENTO: PER NATALE NON ANDATE A ZONZO I paramenti viola ti dicono che sei entrato nell’Avvento, quel

LE TACCHE DI DON FISCER E L’APP PER AMARE

LE TACCHE DI DON FISCER E LA NUOVA APP PER AMARE Sali, sali verso la chiesa di Nostra Signora del

Commenti disabilitati

MESSA CENTENARIA E L’UMILT° DI FRANCESCO

VSE CELEBRA UN CENTENARIO E PREDICA UN VERO GESUITA Nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, incastonata nelle case di

Commenti disabilitati

IL GRIDO DI BAGNASCO DAL PULPITO DEI SOLDI

DAL PULPITO DEI SOLDI IL GRIDO DI BAGNASCO SULL’EUROPA (E LA NOSTALGIA DEL ’68) Questa non è un’omelia, né un

Commenti disabilitati

SAN GAETANO OLTRE IL MURO DI SAMPIERDARENA

NEL CUORE DEI SALESIANI, NEL CUORE DI SAMPIERDARENA Devi fare un po’ di fatica per arrivare al portone della Chiesa