CASTELLETTO E LA STRADA DI PIETRO

4 set 2017 by FrancoManzitti, 1 Commento »

TORNARE A CASTELLETTO
SULLA STRADA DI PIETRO

A Castelletto, alla chiesa di Castelletto che poi si chiama NS Delle Grazie e S.Gerolamo di Castelletto si torna sempre, se si è nati da quelle parti, che vuol dire essere un border line tra la città alta, quella che si affaccia da Belvedere Montaldo, dal Paradiso di Caproni e quella bassa, che scende per corso Carbonara verso il Carmine, il suo mercato e poi lo sprofondo dei vicoli, dopo la linea rossa dell’Annunziata. Si torna in quella chiesa in salita leggera, senza sagrato, come abbiamo già ricordato, storicamente una “dependance” di San Gerolamo che stava in cima all’omomima salita, oggi grande parrocchia della Genova borghese di palaszzi severi, ville rare ma stupende, le salite, le creuxe e una vocazione cattolica molto intrecciata tra le rebeldie degli anni Sessanta-Settanta, i formalismi e le durezze del leggendario don Crovari, parroco di quell’era lontana, un prete che durante l’omelia della domenica osava elencare con nome, cognome e cifra le offerte delle potenti famiglie parrocchiane, i Costa, i Dufour, i Ravano, i Cerruti e via a andare.
Risali qua nella domenica dolce di settembre a ascoltare l’omelia che segna un po’ il ritorno in città dopo il Ferragosto di fuoco estivo, quando il Vangelo ti spiattella il caso di Pietro di fronte a Gesù che gli annuncia la sua passione, la sua morte sulla croce. Come è possibile? Cosa può fare il povero Pietro davanti a quelle notizie?
“Gesù vuole che Pietro stia nella posizione giusta”_ spiega subito don Villafiorita _ come reagiremmo noi a un annuncio così grave? Reagiremmo umanamente: stai tranquillo, tutto si aggiusta, stai sereno. E’, appunto, una reazione umana, troppo umana perchè c’è Dio di mezzo. Pietro pensa di sapere che cosa c’è da fare e, invece , Gesù lo richiama all’ordine.”
Cosa significa? Pietro, su cui si fonderà la Chiesa, deve caricarsi sulle spalle la sua croce, che significa accettare quanto accadrà. E’ per questo che Gesù gli chiede, quasi gli ordina: “Seguimi. Questo sarà il tuo destino!” .
Villafiorita lo spiega anche con parole nette: bisogna che ognumo di noi ragioni sul suo destino non secondo gli schemi degli uomini, ma secondo quelli di Dio. “Invece spesso capita che si ragioni come fanno gli uomini: si pensa che tutto si aggiusti. Si riflette che tanmto non può succedere, il bene deve sempre imporsi. “ Insomma, visto attraverso questam lente il ragionamento di Pietro davanti all’annuncio di Gesù su quanto accadrà è “basso”.”
Questo è il problema e anche il “nocciolo” dell’omelia. Si deve accettare la strada che propone il Signore, perchè attraverso quella strada arriva la salvezza, anche quando si passa nel dolore, nella sofferenza, nella malattia. “Quante volte pensiamo: perchè Dio mi manda questo, perchè questa malattia terribile, perchè questo dolore insopportabile, perchè questa ingiustizia?
“Il ragionamento di Dio _ spiega il predicatore_ è che da lì passa la tua salvezza. Gesù ha tracciato la strada con la sua Croce, con la sua sofferenza, con il suo sacrificio che “paga” la salvezza di tutti.”
E poi andiamo oltre nel ragionamento di Villafiorita. “Dio non ha voluto la morte di Gesù sulla croce. Dio l’ha permessa, perchè portava qualcosa di meglio. Il male tocca la nostra vita. Accade sempre. Si dice: sia fatta non la mia, ma la tua volontà.”
E’ chiaro che accettare è difficile: ci sono molti arrabbiati con Dio. Ma se Dio permette qualcosa non lo fa perchè ci odia o si è dimenticato. Bisogna pensare secondo Dio.
In realtà pensare significa anche pregare. Ma_ come spiega dal pulpito il predicatore _ anche sulla preghiera bisogna ragionare nell’ottica di quanto si chiede. “ Si prega per chiedere questo e poi quest’altro e poi, in sovrappiù, anche quello…….Dobbiamo, invece, allargare la nostra preghiera, renderla più ampia, più approfondita. Per esempio, possiamo chiedere di sopportare, di dare il massimo di noi stessi…..”
Pietro tutto questo alla fine l’ha imparato, accidenti se l’ha imparato. Ha anche fatto finta di non capire, quando si è voltato dall’altra parte e ha tradito. Ma poi ha preso la strada giusta. Ed ha pagato, ha portato la sua croce fino in fondo, finendo come Gesù sulla croce.

CHIESA DI NS delle GRAZIE E S.GEROLAMO DI CASTELLETTO

padre Andrea Villafiorita

domenica ore 19

1 Commento

  1. Tiziana scrive:

    Si arriva alla salvezza attraverso la sofferenza!Don Paolo,un giovane sacerdote che dice messa nella chiesa di San Michele di Pagana domenica ha detto che Dio ci ama e quindi non ci farebbe mai soffrire!l’impostazione e’completamente diversa anche se non spiega il perche’di tanto dolore e sofferenza nel mondo!I dubbi restano e sono leciti..Tiziana

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