Don Matteo e i talenti di Gesù

21 set 2017 by FrancoManzitti, 1 Commento »

L’INCENSO DI DON PESCETTO
E IL PREZZO DEI PECCATI LAVATI DA GESU’

San Pio X è una chiesa che sembra infilata in un canyon di case. La raggiungi scendendo dalla nobile via Orsini, architrave di scorrimento del quartiere di Albaro, in quella parte dove il cemento sembra prendere il sopravvento sulle ville, sui giardini, sui distacchi di questo angolo genovese, molto borghese, molto riservato….Case, su case e in mezzo lo spazio di questa chiesa, una delle più giovani di Genova, aperta nel 1957, consacrata addirittura nel 1967, in quella fase di ricostruzione che Giuseppe Siri aveva lanciato e che punteggio’ tutta quella parte di Genova, Pio X, Santa Teresina, Ns del Rosario, Santa Maria dei Servi. E davanti alla chiesa quello spazio aperto, un posteggio come un respiro tra tutti quei palazzi, uno vicino all’altro, in discesa sul fronte della collina di Albaro, verso Sturla.
E’ anche un po’ per questo, per questa modernità urbanistica, che quando incomincia la grande messa della mattina di domenica mi stupisco un po’ a vedere la nuvola di incenso che avvolge l’altare, i sei chierichetti perfetti con la cotta rossa fino ai piedi, i pizzi bianchi, che scortano il parroco all’altare, mentre l’organo va a tutte canne.
Don Matteo Pescetto è insediato solo da tre mesi, ma il suo stampo si vede bene. Arriva dalla parrocchia di Sampierdarena della Cella e si può definire un tradizionalista. Ecco allora una bella messa cantata con tutti i crismi. Non solo l’incenso sull’altare a inizio funzione, ma anche l’incenso sul Vangelo che sta per essere letto, quello di Matteo e che tutti ricordano per la domanda di Pietro a Gesù: “Quanto volte dovrò perdonare mio fratello, se commette colpe contro di me? Sette volte sette? “
E Gesù gli risponde: “Settanta volte sette.” E poi arriva la parabola del debitore, cui il Padrone condona il debito e il quale poi, invece, chiede il saldo di un debito a un suo debitore che non puù pagarlo e allora lui la fa finire in prigione. Il Padrone si infuriò richiamo il servo che non aveva rimesso il debito e lo diede, sdegnato in mano agli aguzzini. “Così il padre mio farà con voi se non perdonerete di cuore ciascuno al proprio fratello.”
E’ proprio da qui che incomincia la sua vigorosa omelia don Matteo pescetto con voce alta, tono forte e decisione. L’omelia incomincia da quell’incenso che ha innondato il libro del Vangelo sul leggio: “ Sapete bene che incensiamo il Vangelo perchè vogliamo sottolineare quello che ha appena detto il Signore attraverso le Letture. Perchè vogliamo che queste parole entrino nel cuore e lo trasformino. Altrimenti _ dice con voce ancora più alta il celebrante _ siamo nelle canne. Altrimenti qui sulla terra è un disastro. L’Inferno è già qui tra di noi.”
L’aggancio con il Vangelo del debito non pagato e del non perdono è quasi automatico, ma l’omelia è durissima, quasi matematica nella sua efficacia:”Tutti noi siamo quel servo che doveva 10 mila talenti. Cosa sono dieci mila talenti? Sono magari 620 tonnellate d’oro. Sono 620 milioni di tonnellate di grani di messe, a 26 euro a grano, sono 1 miliardo e 400 milioni di euro nella nostra moneta di oggi….Non è il debito dello Stato, ma noi nasciamo nei confronti di Gesù con questo debito. “Il debito con il Signore è spaventoso per noi, perchè è il peccato, un solo peccato è costato il sangue di Gesù…..Altro che un miliardo di euro!”_ urla quasi son Matteo.
E poi elenca come Gesù ha pagato sulla Croce quel nostro debito, elencando le sofferenze subite: “ Tutto quello che avete fatto ai vostri fratelli lo avete fatto a me….._ dice Gesù_. Ma poi c’è la confessione. E’ così facile rimediare ai nostri peccati? Basta chiedere persono?
Lui ci perdona tutto e fa nuovo il nostro cuore, vi sembra poco? I santi sono diventati così attraverso quel perdono e la perfezione del pentimento e del proponimento.”

Don Matteo torna alla prima lettura, quella dal Libro di Siraclide, che definisce il rancore e l’ira cose orribile, che il peccatore porta dentro di se. “ Io con quello non ci parlo più_ diciamo spesso…E’ uno dei peccati più comuni: mantenere il rancore e cosa ti dice Gesù: ti ho perdonato tutto, tutto e tu ti comporti così?.”
Le parole del predicatore diventano perfino sanguinose, quando elenca quello che ha subito Gesù per pagare i nostri peccati, i peccati del mondo. “Gesù dopo la cattura ha subito la violenza, lo hanno sbeffeggiato, gli hanno rotto gli zigomi, gli hanno sputato in faccia, gli hanno urlato: “A morte, a morte”, lo hanno flagellato per 45 minuti, gli hanno fatto i buchi nella carne, lo hanno ridotto a brandelli, gli hanno messo la corona di spine e hanno conficcato quelle spine nella carne, lo hanno messo sulla croce, gli hanno piantato i chiodi, lo hanno provocato: se sei il Figlio di Dio scendi!” E Gesù stava zitto e quando ha parlato ha detto solo al Padre: perdonali, perchè non sanno quello che fanno….” “E’ questo il cuore che chiediamo che lui ci dia, dopo che abbiamo lavato i nostri peccati.”
La predica è durata 14 minuti, di toni alti, forti….Continua la Messa cantata. Alla fine Don Pescetto, parroco arrivato da poco, annuncia i rinforzi del coro e conferma che la benedizione delle case riprende dopo l’estate. Vuole benedirle tutte. Su e giù per la collina d’Albaro.

CHIESA DI SAN PIO X VIA ORSINI

DON MATTEO PESCETTO parroco

Domenica ore 11

Tag:,

1 Commento

  1. Tiziana scrive:

    Siamo stati all’insediamento di Matteo!Come era felice quel giorno!una bella cerimonia alla presenza di molti sacerdoti e dell’Arcivescovo Bagnasco!Matteo e’figlio di una mia cara amica,ha grande determinazione e senso del dovere ed e’sicuramente un tradizionalista.I suoi toni sono accesi,forti e a volte duri ma e’anche uno che sta molto con i giovani e mi ha sempre colpito come loro fossero legati a lui!Veniva al mare o andava
    in campagna e portava con se’gruppi di ragazzi delle precedenti parrocchie e si divertivano tutti insieme.Del resto Matteo stesso e’giovane,pardon il parroco Don Matteo!Tiziana

AVVENTO: PER UN NATALE NON A ZONZO

MESSAGGIO DI INIZIO AVVENTO: PER NATALE NON ANDATE A ZONZO I paramenti viola ti dicono che sei entrato nell’Avvento, quel

LE TACCHE DI DON FISCER E L’APP PER AMARE

LE TACCHE DI DON FISCER E LA NUOVA APP PER AMARE Sali, sali verso la chiesa di Nostra Signora del

Commenti disabilitati

MESSA CENTENARIA E L’UMILT° DI FRANCESCO

VSE CELEBRA UN CENTENARIO E PREDICA UN VERO GESUITA Nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, incastonata nelle case di

Commenti disabilitati

IL GRIDO DI BAGNASCO DAL PULPITO DEI SOLDI

DAL PULPITO DEI SOLDI IL GRIDO DI BAGNASCO SULL’EUROPA (E LA NOSTALGIA DEL ’68) Questa non è un’omelia, né un

Commenti disabilitati

SAN GAETANO OLTRE IL MURO DI SAMPIERDARENA

NEL CUORE DEI SALESIANI, NEL CUORE DI SAMPIERDARENA Devi fare un po’ di fatica per arrivare al portone della Chiesa