SAN GAETANO OLTRE IL MURO DI SAMPIERDARENA

6 ott 2017 by FrancoManzitti, 1 Commento »

NEL CUORE DEI SALESIANI,
NEL CUORE DI SAMPIERDARENA

Devi fare un po’ di fatica per arrivare al portone della Chiesa di san Giovanni Battista e San Gaetano nell’ombelico profondo di Sampierdarena, via Rolando, cioè il centro perfetto di questo quartiere “attenzionato” per l’emergenza sicurezza, per il forte insediamento immigratorio, per il suo destino di ex Manchester d’Italia, il porto commerciale, le fabbriche, lo snodo cruciale Ponente-centro….eccetera eccetera.
Ma è una fatica allegra, perchè tu non lo sapevi, ma è la festa del patrono di questa Chiesa, san Gaetano e la potenza salesiana è tutta dispiegata in strada e rigurgita dalla roccaforte di Don Bosco. Ragazzi che giocano a ping pong, in mezzo alla zona pedonale, altri che saltano, i negozi aperti, un flusso ininterrotto che circonda il palazzone che finisce nella chiesa, un melting pot vivace, molto mixato, dai boy scout di servizio con il fazzoletto al collo, ai bambini che giocano in un sabato grigio, ma qui colorato come se la macaja climatica dovesse riscattarsi.
Dentro la chiesa suonano le 18 e il parroco in persona officia la messa che lancia i festeggiamenti.
E’ la festa di san Gaetano, cui la chiesa e co-dedicata, quindi vai con il Santo Patrono che il parroco don Carlo Zucchetti non vuole certo trascurare.
Così l’ omelia in questa chiesa che la guerra bombardò, che è rinata negli anni Cinquanta e riconsacrata da Siri, incomincia proprio da Gaetano che condivide con Giovanni Bosco la titolarità di questa chiesa, che sembra la grande porta della Roccaforte salesiana, un vero fortino dentro a Sampierdarena, ma non nel senso di luogo chiuso, ma piuttosto in quello di avamposto delle buone intenzioni in un territorio difficile, molto difficile.
Così l’omelia racconta il Santo, le sue origini nel fulgore del Rinascimento italiano, tra Firenze e Roma, gli splendori dell’arte e della cultura e le sua vocazione profonda con gli studi che preparano alcuni passaggi chiave del concilio di Trento. Il parroco sembra compiacersi di questa storia di san Gaetano che studia, si dedica all’ospedale , ai malati, agli inguaribili.
E allora ecco l’aggancio con il vangelo della domenica e con gli altri protagonisti della celebrazione Don Bosco, ovviamente, nella cui casa siamo, santa Teresa di Calcutta, che secoli dopo si dedicherà agli inguaribili.
Insomma questo Gaetano _ dice il parroco_ è un santo della Provvidenza, cioè di un valore che è il più evangelico di ogni altra cosa. Il cristiano deve abbandonarsi alla Provvidenza, a quanto accade per volere di Dio, che ha regalato il canto degli uccelli, i gigli che nascono nei campi..”
Visione incantata, che basta poco tradurre nel presente difficile, duro.
“Abbiamo da imparare nell’affidarci allla Provvidenza_ recita l’omelia_ nel tempo della crisi dobbiamo essere convinti che il padre provvede. Leggete bene il vangelo che parla della vigna, di un padre e di due figli. Il padre chiede ai figli di andarci a lavorare. Li sperimenta. Il primo risponde che ci andrà a lavorare, ma poi non si fa vedere. Il secondo risponde che non ne ha voglia, ma poi si presta eccome. E’ una parabola molto attuale, perchè spiega la ricerca della disponibilità. E incomincia questa parabola con la domanda: chi dei due figli realizza la volontà del Signore? _ chiede il celebrante _ Chi obbedisce, quello che dice si e poi non fa o quella che dice no e poi va nella vigna a lavorare?.”
E’ chiaro che la volontà del Signore la realizza il figlio che dimostra concretamente la sua disbonibilità, che va a lavorare nella vigna, cioè nel mondo.”
Attenzione _ dice don Carlo _ in un mondo che si disintegra dobbiamo essere credibili. Solo se ci diamo da fare nel continuare l’opera del Padre con i fatti, non con le parole, siamo credibili. Non come quel figlio che dice sì solo a parole.”
Quante volte arricciamo il naso ma poi ci impegniamo. “L’esempio di San Gaetano è proprio questo”_ dice don Carlo, ricucendo il Vangelo alla figura del Santo Patrono la cui festa riempie la chiesa e le strade di Sampierdarena.

CHIESA DI SAN GIOVANNI BOSCO E SAN GAETANO

PARROCO don CARLO ZUCCHETTI

sabato ore 18

1 Commento

  1. Tiziana scrive:

    Tante chiese,tante messe,tante interessanti omelie,tanti scambi di segni di pace tra sconosciuti,ma poi,usciti dalla Chiesa dove e’la coerenza?si mette in pratica quello che si e’sentito?o e’solo cronaca?e ,senza complimenti,si spazzano via le persone ,chi ha sbagliato ma anche chi non lo ha fatto!mah…

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