MESSA CENTENARIA E L’UMILT° DI FRANCESCO

6 nov 2017 by FrancoManzitti, Commenti disabilitati

VSE CELEBRA UN CENTENARIO
E PREDICA UN VERO GESUITA

Nella chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, incastonata nelle case di Circonvallazione a Monte, dove è custodito il Santo Mandillo, avevo già ascoltato l’omelia glabra e secca di padre Adolfo Hertzl. Ci torno per assistere a un rito un po’ eccezionale per la sua celebrazione. Il sacerdote che dice messa ha quasi cento anni, padre Sanpo’ dei padri Barnabiti e lo assiste padre Rossi, gesuita venuto da Alghero che legge il Vangelo, predica, distribuisce la comunione. Ma padre Sanpo’ non sbaglia nulla nel suo rito perfetto. Certo, la sua voce non è forte, ma comunque intellegibile, i suoi movimenti sull’altare senza incertezze.
E’ la trentunesima domenica del tempo ordinario, con una lettura fondamentale, quella nella quale Gesù pronuncia giudizi durissimi contri i capi del popolo: invece di fare un servizio utile si servono della religione per avere gloria dagli uomini e non per dare gloria a Dio.
Nel Vangelo secondo Matteo c’è l’esortazione contro gli scribi e i farisei che “si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti,, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati Rabbi dalla gente.”
E’ il famoso “pezzo” che conclude: “chi si esalterà sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato!”
Padre Rossi non usa perifrasi e mezzi termini per spiegare queste parole già così chiare, rivolte agli ipocriti e incoerenti che non fanno nulla per gli altri e per il Signore e anzi nascono le loro malefatte e vogliono solo essere riveriti. Non ci sono sconti per nessuno. La reprimenda è diretta anche ai sacerdoti, ai discepoli che il sacerdote invita a fare un esame di coscienza e si estende, più in generale, alle autorità civili.
“Non basta insegnare, indottrinare_ dice padre Rossi _ se poi sei il primo a disattendere. Dobbiamo essere esigenti con chi ha compiti e responsabilità sugli altri. Il vero esempio viene dai Santi che interpretano il loro ruolo con amorevolezza.”
Voi capite_ dice l’omelia_ che l’Apostolo deve rispondere con tenerezza materna perchè Gesù riconosce che è necessario l’insegnamento ma con l’esempio…”
Non è un caso se il Vangelo ammonisce: “Non potrai chiamarti Rabbi o padre o guida perchè uno solo è la Guida!
Si chiede, padre Rossi, se questo atteggiamento non depotenzi gli apostoli, i ministri del Signore? Se con queste raccomandazioni venga sminuita l’azione degli stessi discepoli, ma un po’ di tutti coloro che diffondono l’insegnamento. In fondo è Gesù che li ha messi lì e pure ha stabilito i loro ruoli, le loro funzioni: tutto quello che legherete sarà legato, tutto ciò che insegnerete è come se lo insegnassi io…..In realtà Gesù non toglie il potere, ma raccomanda che il potere sia esercitato con grande umiltà. Ecco la parola chiave dell’insegnamento ed anche dell’omelia: umiltà. E l’indicazione per niente sottintesa è che questo atteggiamento sia adottatao anche da chi amministra il potere civilmente. E’ chiaro, anche se non esplicito il riferimento a chi, attraverso la politica, svolge un ruolo di responsabilità pubblica influente.
“Non ci siano muri di distanza_ dice padre Rossi _ ma maestri di umiltà. Il più grande umile sarà il vostro maestro.
Padre Rossi ha un asso per concludere il suo ragionamento, legato all’attualità liturgica, ma non solo a quella. Ci sono esempi storici e esempi attuali per dimostrare come si può insegnare con quei parametri di umiltà, senza correre a farsi chiamare Rabbi.
“Il primo lo abbiamo festeggiato in questi giorni, san Carlo Borromeo, di grande famiglia principesca, di grande carriera ecclesiale, uno che poteva farsi chiamare altro che Rabbi e invece compì il suo ministero con grande umiltà. E poi due esempi recenti con lo stesso nome: Karol Woytila e Carlo Maria Martini, un papa e un grande cardinale e teologo.
Rossi li cita con una certa reverenza: il papa polacco è già santo e Martini ha lasciato una scia di saggezza e di insegnamento, che non si perderà mai. “Sono stati anche due grandi pastori che non hanno mai fatto pesare il loro ruolo……
L’ultimo atto di umiltà che l’omelia regala con una citazione è quello del papa di oggi Francesco. “Il papa dice sempre: pregate per me. Non è un vezzo. Ha bisogno di aiuto per riformare la Chiesa, un grande compito e chiede aiuto a tutti.”

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO DEGLI ARMENI

PADRE ROSSI Sj con Padre Sanpò dell’Ordine dei Barnabiti

domenica ore 17,30

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