IL VERO SENSO DELL’EPIFANIA E IL VIAGGIO DEI RE MAGI

8 gen 2018 by FrancoManzitti, 1 Commento »

IL VERO SENSO DELL’EPIFANIA
E IL VIAGGIO DIFFICILE DEI RE MAGI

Altro che l’obsoleto proverbio sull’Epifania che tutte le feste si porta via! Nulla di più sbagliato e ingannevole. Se guardiamo bene, l’Epifania è anche più importante del Natale, perchè il suo significato non è tanto quello della carne, cioè della nascita del Bambino, ma piuttosto quello del mistero della sua Resurrezione, la realizzazione del progetto di salvezza, promesso da Dio dopo il peccato originale.
Torni nella chiesa ombelicale del Gesù in piazza Matteotti e ascolti padre Amicone che dal suo pulpito festeggia la Befana, l’Epifania, mettendo bene i puntini sugli “i” e cancellando quell’aria di fine vacanza e di disimpegno che aleggia in questa giornata di festa, che festa non sembra quasi più, il finale della lunga fase natalizia, dell’Avvento, poi della Notte Santa, poi del Capodanno.
Già c’è una novità nella liturgia di questa giornata: subito dopo la lettura del Vangelo il sacerdote celebrante legge anche il “messaggio di Pasqua”, l’annuncio di quanto avverrà con la Resurrezione. E lo fa prima di incomiciare l’omelia, invitando i fedeli a restare in piedi ad ascoltare.
Così è facile agganciare il ragionamento sull’Epifania a questo annuncio, che va ben al di là della festa celebrata e, quindi, alle rituali spiegazioni sulla Epifania uguale manifestazione.
“Qui si manifesta il grande progetto di Dio_ spiega Amicone_ del Salvatore che arriverà sulla terra e si spiega la chiamata dei Re Magi e di tutti i pagani, cioè di chi è popolo non di Dio ma viene coinvolto nell’annuncio. “
Secondo il predicatore la lettura del giorno dell’Epifania è stupenda perchè risale a eventi del 500 avanti cristo, quando gli ebrei vivevano a Gerusalemme in un tempo tristissimo, senza speranza, in piena decadenza, il tempio era vuoto e cadente. E cosa dice la lettura? Di rivestirsi di luce, di risollevarsi perchè arriva Gesù.
“ Ora il nostro mondo di oggi è paragonabile a quella condizione di Gerusalemme _ spiega dal pulpito Amicone _ alle sue rovine morali e fisiche, ma il messaggio è che siamo dentro a questa storia, malgrado i peccati, gli errori, la freddezza, la sensazione di vivere in un mondo senza Dio, come se lui non esistesse.”
Come dire non siamo spacciati oggi, come non lo erano gli ebrei allora, perchè la luce può sempre arrivare, anzi arriva: ecco l’annuncio dell’Epifania.
“Questo vale anche personalmente, nelle fatiche, nelle difficoltà di ognuno, di ogni giorno. Dio ci vuole dare questa serenità che ci consenta di andare avanti.”
Poi bisogna leggere bene il messaggio dei Re Magi, del loro arrivo che contiene tre aspetti importanti. Il primo è da parte loro la ricerca dei luoghi dove arriverà il Bambino. Il secondo è la diffidenza dei vecchi saggi, dei sacerdoti al loro arrivo. Il terzo è l’ostilità di Erode.
Intanto chi sono i re Magi? _ si chiede il predicatore_ Sono “pagani”, colti, studiosi delle stelle, ricercatori del senso della vita. Erano pagani, ma conoscevano le scritture di Israele. In particolare sapevano della profezia di Balak, quel re che invitò un indovino a pronunciare una maledizione contro Israele. Quell’indovino, invece di pronunciare la maledizione, formula una profezia, un annuncio: sorgerà una stella, il segno che arriva il “Grande Re”. “E’ per questa profezia, con questo annuncio che i Re Magi si mettono in cammino, cercano quella stella, attratti e spinti dalla passione che li muove e li aiuta a superare le difficoltà.
“Il loro viaggio durerà due anni e sarà difficile_ si racconta dal pulpito_ si cammina nel deserto, ogni tanto la stella sparisce, poi ricompare, ma alla fine si arriva a Gerusalemme.”
La seconda lezione dell’arrivo dei Re Magi è l’indifferenza dei sacerdoti che conoscono anche loro la scrittura, ma non se ne preoccupano. Si ritengono nel giusto. Non leggono l’adempimento della promessa, non ci credono. Il terzo aspetto è l’ostilità di Erode, “l’uomo del potere che deve difendere il suo potere” _ dice Amicone e considera una grande minaccia nell’arrivo della stella, del Bambino.”
Se non lo elimina, se non lo uccide, perde i suoi poteri e da qui nasce il terribile ordine di sterminare tutti i bimbi dai due anni in giù: la strage degli innocenti…..”
Qual è il ragionamento che l’omelia suggerisce, dopo questa ricostruzione storica e, quindi, l’atteggiamento da assumere di fronte all’Epifania e ai suoi annunci? “Non dobbiamo essere ostili _ spiega Amicone_ non dobbiamo correre il rischio dell’apatia, dell’indifferenza. Dobbiamo imitare i Re Magi. Noi lo conosciamo Gesù? Chi è Gesù per noi? Cosa facciamo per lui? Cosa significa per noi la sua incarnazione, il fatto che è sceso sulla terra e si è fatto uomo?
Tradotto nell’atteggiamento di tutti i giorni, significa che bisogna rivestirsi di luce, perchè la luce è capace di darci speranza, di “segnare” la società in cui viviamo, di far rispettare la legge della libertà e del rispetto reciproco.

CHIESA DEL GESU’ – PIAZZA MATTEOTTI

Padre Giuseppe Amicone SJ

Giorno dell’Epifania, sabato 6 gennaio 2018, ore 12

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1 Commento

  1. Tiziana Lonza scrive:

    Nel mio mondo Dio c’e’ e per questo mi sento privilegiata perché sappiamo quanto questa sua presenza possa esserci di conforto e proprio in questi ultimi gg trovandomi in una situazione difficile ne ho avuto conferma.Voglio segnalare a Manzitti la chiesa dell’ospedale di S.Martino dove ho conosciuto padre Agostino, un frate speciale e dove il presepe con le sue mille luci é da vedere !

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