GIOVANNI BATTISTA CONTRO IL MUTISMO

27 giu 2018 by FrancoManzitti, 2 Commenti »

CONTRO IL MUTISMO DEI CRISTIANI
L’URLO DI GIOVANNI BATTISTA

Non te lo aspetti di sentire un’omelia profonda e centrata sul santo patrono della tua città, Giovanni Battista in uno dei posti più mondani del mondo, questa piccola chiesa come sospesa sulla “mitica” piazzetta di Capri, la ex cattedrale di Santo Stefano, oggi parrocchia semplicemente.
Ci arrivi quasi fendendo il muro dei turisti di ogni razza e religione che come fiumi colorati scorrono per le viuzze di questa isola “felice”, tra lo scintillio di mille boutiques strafirmate, code per farsi riempire il cono gelato, lazzi napoletani, turbe di cinesi e giapponesi, americani sbragati e clamorosi, che sembrano tutti parenti di Trump.
Ci sali in questa piccola chiesa per qualche gradino che ti porta a sovrastare i tavolini gremiti della piazzetta in ogni ora del giorno e della notte e entri, passi il portone come se frapponessi chissà cosa tra la muraglia mondana e il silenzio raccolto della chiesa, piccola, silenziosa.
Oggi è san Giovanni e il celebrante te lo dice ancor prima che incominci la messa, ricordando quel “colosso” di Giovanni Battista, un santo tra i più santi.
Poi spiega questo concetto nell’omelia, che parte proprio dalla “grandezza titanica” di Giovanni, il precursore, “nessuno è più grande di lui dall’inizio della sua storia.” Giovanni nasce da Zaccaria anziano e sterile e da Elisabetta anche lei sterile. Quando annunciano a Zaccaria che diventerà padre lui non ci crede_ spiega dal pulpito il predicatore_ Come è possibile?_, risponde a quell’annunciazione che è così diversa dall’altra annunciazione quella di Maria. Sono diverse le reazioni di Zaccaria e di Maria. La madre di Gesù avverte la sua indegnità e dice: “Se ne sarò degna…” Poi ascolta l’Angelo.
Zaccaria non ci crede, poi si affida alla misericordia di Dio.
L’omelia diventa, a questo punto, un vero e proprio grido. “Altro che annunciazioni oggi _ alza la voce il predicatore_ Oggi i cristiani sono muti da far paura. Non siamo capaci di annunciare le meraviglie del Signore. Ci siamo assuefatti. Facciamo un esempio: che cosa direte se vi chiederanno dove siete stati oggi? Risponderete quasi meccanicamente: a Messa. Ci si ferma al dettaglio. Tutto è dettaglio, particolare, tutto è marginale. Sì siamo stati a messa, dove quello che conta è quanto è durata, se il coro funzionava bene o no, se la predica è stata luna o corta e come era. Noiosa? Non siamo più capaci di annunciare l’essenza delle cose. Ci fermiamo a quel dettaglio. Aspettiamo l’eclatanza delle cose, le trombe, l’aspetto clamoroso……”
Allora _ dice il celebrante _ come fa Dio per annunciare le cose importanti, per far valere le sue “meraviglie”? Si serve di un profeta o anche di un prete stupido come me per spiegare la grandezza delle cose, la “meraviglia”.
Una di queste meraviglie è certamente Giovanni, che fino dal grembo di sua madre Elisabetta sentiva la propria vocazione di annuncio. Sentiva che era “il precursore”. Ognuno ha la sua vocazione. Maria non ha bisogno di annunciarla: è lei stessa una “meraviglia”. Giovanni avverte la presenza di Gesù dall’inizio e la sua vita è annunciarne l’arrivo, battezzare per lui. Non è un caso che si sia chiamato così. Giovanni vuol dire: Dio è misericordia.
“Si erano stupiti i saggi del tempio quando Zaccaria aveva detto che il nascituro si sarebbe chiamato Giovanni. Non c’era quel nome nella sua dinastia. Era predestinato. Era il precursore.
Qual è dunque il messaggio della predica? Bisogna vincere il mutismo, sconfiggere il proprio silenzio interiore, la ritrosia a annunciare le meraviglie che si vivono nella fede.
Il celebrante invita a riflettere bene e, chiusa l’omelia, chiede qualche minuto di slenzio per raccogliersi sulle sue parole. C’è anche un momento di silenzio dopo la Consacrazione. Come a sottolineare che è quella la “meraviglia” che si sta vivendo nella comunione della Messa.

Passi il portone della chiesa, scendi quei gradini di Capri e sei nella folla vacanziera e distratta. Ecco il muro dove si infrange il mutismo.

CHIESA DI SANTO STEFANO EX CATTEDRALE DI CAPRI
DON CARMINE

DOMENICA ORE !)

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2 Commenti

  1. Tiziana scrive:

    puoi essere più o meno simpatico ma è sempre piacevole leggerti!
    Mi pare di vederli gli americani che sembrano tutti parenti di Trump!del resto il popolo imita sempre il vincente di turno!quanti Berlusconi abbiamo visto quando lui era sulla breccia!e ho ben presente la sensazione di pace che si prova entrando in una chiesa ..

  2. Tiziana scrive:

    a proposito di più o meno simpatico,vista la mia costanza non mi dispiacerebbe una replica..

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