I COMANDAMENTI NOSTRI E QUELLI DI DIO

3 set 2018 by FrancoManzitti, 1 Commento »

I NOSTRI “COMANDAMENTI” E QUELLI DI DIO

COME CAMBIA LA VITA QUOTIDIANA

Nella chiesa, ancora deserta per le lunghe vacanze di un quartiere borghese, della Immacolata, che sta sulla salita di via Assarotti, una tra le poche a non avere sagrato, malgrado la sua grandiosità di basilica così cara al cardinale-principe Giuseppe Siri, l’omelia della prima domenica di settembre, tra nuvole grigie e lampi di sole, ha il tono dell’avvertimento sulla nostra vita quotidiana.
Già il Vangelo di Marco ha una perfetta sintonia con questo tempo di fine vacanza e ripresa della quotidianeità di lavoro e prossima scuola. Gesù usa le cose umane, si serve di esempi pratici e concreti del nostro giorno per giorno per spiegare come bisogna dare il giusto valore alle sue leggi.
“Le leggi devono essere osservate non perchè sono scritte_ dice il predicatore dal suo pulpito_ ma perchè contengono valori. La legge non è assoluta, bisogna riconoscere che esiste una scala di valori, che ci sono tradizioni, ma tutto ciò non può annientare le cose dell’uomo.
Ci vuole un equilibrio, una capacità di ascolto della parola di legge, ma anche una sua proporzione nella nostra vita.” “ Guai a seguire le parole della legge passivamente, come se lo si facesse solo per mettersi in mostra”. Il consiglio è di osservare bene la nostra vita e di capire quali sono i “nostri” comandamenti rispetto a quelli di Dio. E’ chiaro che ognumo di noi, sulla base della legge e dei comandamenti che scendono da Dio, decide la propria condotta. Ma c’è corrispondenza tra quelle leggi e il nostro modo di vivere o, inconsciamente, noi adattiamo a noi stessi le regole?
“Attenzione non esistono i nostri comandamenti e quelli di Dio”_ avverte il celebrante _ non esistono due strade, quella di Dio e quella che noi ci adattiamo a percorrere. Esiste una sola via, quella del bene dell’uomo, del bene di una comunità…….”
E qui il sacerdote dal pulpito offre un esempio proprio terra-terra per spiegare in quale modo è facile finire fuori strada. “ Quando andiamo in macchina e siamo alla guida, in che modo rispettiamo il codice della strada? Ci arrabbiano, se vediamo qualche altro automobilista che commette una violazione, passa con il rosso, non da la precedenza, non si ferma davanti alle striscie, ma magari subito dopo commettiamo gli stessi errori. E ci giustifichiamo. Lo abbiamo fatto, non succede niente! Ma quello che abbiamo commesso costituisce una inadempienza, una violazione sulla base di un principio che ci siamo creati noi, pur sapendo che la regola ci imponeva un comportamento diverso. Quindi il nostro comportamento non è giusto, secondo verità.”
La conclusione è che le parole di Dio sulle regole e sul nostro atteggiamento non sono spilli piantati per fare male, ma il dono prezioso di un aiuto, non di rimprovero. “Non sono come un sassolino che ti rimane nella scarpa e che appena puoi dopo avere camminato cerchi di eliminare per stare meglio e procedere come vuoi tu.”

BASILICA DELL’ IMMACOLATA

don GIANLUIGI GANABINO parroco

DOMENICA ORE 10,30

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1 Commento

  1. tiziana scrive:

    da che pulpito…

PRINCE, lo Straniero e la paura di toccarlo

Finisce qua la lunga strada, da casa sua, lontana 4.000 chilometri da qui, in Nigeria, dalla quale non si poteva

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