L’INVETTIVA E IL COMIZIO PER LA FAMIGLIA

2 gen 2019 by FrancoManzitti, 1 Commento »

REQUISITORIA PER DIFENDERE LA FAMIGLIA
QUASI UN COMIZIO AL POSTO DELL’OMELIA

Quella chiesa di santa Zita, che sta all’ombra della Corte Lambruschini e nel cuore ombelicale della città, è sempre parsa un po’ di passaggio per il fluire del traffico che scorre davanti, eppure si capisce che custodisce qualche segreto “forte”, come un po’ è la sua storia, là in mezzo alle grandi trasformazioni urbanistiche della città. Quasi di sponda al Bisagno ricoperto e ricoproibile di nuovo con i lavori eterni di questi decenni. Quasi ultimo argine per la luce che la Foce richiama e spinge nella città, insieme al vento sopra il fiume nascosto là sotto.
Entrarci è un po’ come svoltare a sorpresa da quel traffico permanente, scappare dalla fortezza della Corte Lambruschini con le sue muraglie di acciaio e vetri, che hanno come cancellato un pezzo di cielo. Così, nella domenica dopo Natale, aspettando Capodanno, nel giorno della Sacra Famiglia, della lettura scolpita nella memoria infantile di quel Gesù ancora bambino che i suoi genitori non trovano e poi scoprono a dare lezioni nel Tempio, se entri là dentro scopri parole che forse aspetti da tempo così secche così chiare, così perentorie in una omelia dura, durissima.
Non è un prete qualunque quello che parla dal pulpito; sta da mesi sulla ribalta della Chiesa nella città ferita e spezzata, è Massimiliano Moretti, uno dei più decisi a fianco dei deboli, degli sfollati, della Genova piegata, ma non chinata nel dolore, nella mancanza di tanto.
Ma il vangelo, le letture sono quelle dedicate alla famiglia e allora la verve del predicatore va lì come un coltello acuminato.
“Nazareth è una famiglia inimitabile_ dice il predicatore _ Irragiungibile, Maria è la madre di Gesù, Giuseppe è il primo dei Santi, Gesù resta il modello per sempre. Che famiglia!”
Questa nostra famiglia di oggi è in crisi_attacca don Moretti,_ come è in crisi tutta la società. E’ una crisi epocale, quasi inarrestabile, alla quale troveremo soluzione chissà quando, forse tra 100 anni.
Eppure la famiglia è sempre stata la “buona notizia”, una unione stabile, una roccia fondata sull’unione di maschio e femmina, la differenza e la complementarità assolute. Lì si è sempre visto il volto di Dio. Cosa c’è di più grande che generare la vita così, in una famiglia? Nonostante le difficoltà, questa è sempre stata, appunto, “la buona notizia. “ Il matrimonio è_ si alza la voce dal pulpito _ qualcosa scritto nel fuoco, perchè stare insieme è una garanzia, un dato naturale. Per questo Gesù lo ha elevato a sacramento, a segno visibile. Lo si legge anche nelle leggi dello Stato, non solo in quelle di Dio, nel libro del diritto civile che regolano il matrimonio e vengono lette in chiesa. Ci sono diritti e doveri, attenzione anche diritti.
Ma bisogna stare attenti perchè spesso questi diritti non sono “attenzionati”.”
E qui don Moretti, secco e duro, ti elenca questi diritti, non sufficientemente “attenzionati”: 1) La famiglia ha bisogno di lavoro stabile, questo è un diritto fondamentale, un bene assoluto per la sua stabilità; 2) se la famiglia si apre ai figli, questi sono un peso o un dono, ma se diventano un peso allora si limitano le nascite…..Ecco dove arriviamo: Genova non fa figli. E questo è dove finisce la famiglia. Si fanno i conti con la calcolatrice prima di decidere se fare figli. Non è egoismo questo?” Qui arriva l’invito esplicito forte ed è come se tutta la Chiesa alzasse la voce sotto la cupola di santa Zita: “Lo Stato deve aiutare la famiglia a procreare, lo Stato non deve essere miope, deve riconoscere nei figli il suo futuro. Questa è una società vecchia, la più vecchia che ci sia. Basta venire a messa, contare i battesimi che ci sono. E’ spaventoso! Uno Stato deve investire nei figli. Questo non è un costo. mentre gli altri proliferano, guardiamo l’India e la Cina, noi siamo capaci solo a lamentarci. “
Questa sembra essere più di una omelia: è quasi un’invettiva: “Dobbiamo reclamare i nostri diritti a avere figli, a avere un lavoro che ci permetta di metterli al mondo senza usare la calcolatrice. I politici devono rispondere, non possono tacere. “
Forse non è più neppure una omelia-invettiva, ma quasi una mobilitazione: “Scendete in piazza, reclamate, dovete urlare, non ci pagano neppure le pensioni…..E tutto questo perchè? Perchè la famiglia non è una priorità, si governa tenendo la famiglia ai margini!”
Poi c’è un altro aspetto che l’omelia comizio non trascura certo. “Nella famiglia esiste l’aspetto educativo _ tuona ora don Moretti_ quello che porta a formare i figli, a dare loro un’impronta, certo questo costa tempo, fatica, abbandono di altri interessi: è molto più facile lasciarli davanti alla play station i figli, così li rendiamo dei mentecatti!”
Qual è , allora, l’invito quasi perentorio:”Tornate a dire dei no! Tornare a piazzare dei paletti! Ecco la sfida che dovete affrontare e vincere in questa situazione difficile.”
Non è mica finita l’omelia-invettiva-comizio: “Chiediamo la grazia _ dice don Moretti_ Pregate in famiglia, non vergognatevi di pregare davanti ai figli, di farlo ad alta voce. Da oggi pregate e portate i figli a Messa e state bene attenti ai confini di questa famiglia. Ma quale famiglia allargata? La famiglia ha i suoi confini, è una sola, quella nata da un maschio e da una femmina: questo è un dato naturale che non si può cambiare. In questo modo si apre al futuro. Amen.”

CHIESA DI SANTA ZITA

don MASSIMILIANO MORETTI

domenica ore 11

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1 Commento

  1. Tiziana scrive:

    È la predica arrogante di chi non ha avuto esperienza di coppia e di figli! Papa Francesco non parlerebbe mai in questo modo ! La sua grandezza sta proprio nel cercare di capire le varie situazioni della vita pur non avendole vissute !

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