LA CHIESA DEGLI SFOLLATI; DEGLI ANZINI E IL SALE DELLA TERRA

11 Feb 2020 by FrancoManzitti, Commenti disabilitati su LA CHIESA DEGLI SFOLLATI; DEGLI ANZINI E IL SALE DELLA TERRA

NELLA CHIESA DEGLI SFOLLATI, DEGLI ANZINI , DEI VECCHI
L’OMELIA-DIALOGO PER SPIEGARE IL SALE DELLA TERRA

Non sapevi che questa chiesa esisteva. Non immaginavi che, sprofondando sotto la strada che da Borgoratti sale verso Bavari e Fontanegli, buttandoti in questa valle sconosciuta, riempita di cemento, avresti scoperto Nostra Signora della Risurrezione di Gesù Cristo, in via Torricelli.
Non immaginavi dietro una curva secca, tra file di automobili accatastate e palazzi costruiti nel Dopoguerra uno sull’altro, con appartamenti minuscoli, strade strette, impossibili da girare, la facciata triangolare di questa chiesa, decisa con decreto del 1960 di Giuseppe Siri , allora arcivescovo e finita di costruire finalmente nel 1973, su progetto dell’architetto Gnudi.
Una parrocchia di seimila anime, accatastate anche queste in una valle “perduta”, periferica ma non troppo, all’ombra lontana del Monoblocco di San Martino, dopo le curve che salgono in alto, in alto, da una parte verso Apparizione, quasi una invocazione, dall’altra, appunto, verso Bavari.
Molte case-palazzi sono state costruite negli anni Cinquanta per ospitare gli sfollati di Portoria, distrutta e demolita per fare il nuovo quartiere, quello che ora sembra desertificato nel cuore della città e, quindi, sono case piccole, provvisorie dalla nascita.
Poi, essendo di proprietà comunale, ci sistemarono gli anziani soli, che non avevano bisogno di grandi spazi, ma erano ancora autonomi, autosufficienti. Poi ci arrivarono gli sfollati del manicomio di Quarto, i matti, dopo la chiusura dei loro reparti e molti ancora le abitano e vanno a bussare alla porta della chiesa in questa frontiera incredibile della città che sta nel suo ventre, verso i quartieri più nobili di Sturla,di Albaro e che scopri come una ruga nascosta, dove si riassume la storia di Genova, il Dopoguerra, l’emergenza demografica e poi i matti e ora cosa, che si parla di periferie da suturare, da rammendare, come dice il grande architetto Renzo Piano.
Dentro la chiesa è larga, con la luce che lotta per entrare nel fondo della valle, con in testa i viadotti autostradali sullo sfondo e le colline verdi e c’è una grande scultura che regge l’altare e la statua in bronzo di Gesù risorto, quasi volesse spiccare il volo da questo sprofondo urbano.
Don Marrè Brunenghi, il parroco, quarantenne, che è arrivato qua da Quinto e che ha sulle sue spalle dieci anni di missione in Etiopia, entra alla messa della domenica con cinque chierichetti e un grande sorriso.
Le letture sono quelle del “sale della terra” e le ha precedute l’Alleleuia, ritmato con i battimani da tutta la chiesa: si canta, si toccano le spalle con le mani e poi si applaude.
La Messa sembra proprio una festa e il celebrante impugna il microfono nella sua omelia itinerante. E incomincia subito a interrogare i fedeli, scegliendoli tra i banchi, per chiedere : “Voi siete? Il Vangelo di domenica scorsa ve lo ricordate?”
Il Vangelo della domenica precedente era quello di Simeone e Anna che accolgono Gesù Bambino nel tempio e riconoscono in lui il Salvatore. Era il Vangelo delle candele da accendere, delle beatitudini, beati i poveri di spirito, beati i misericordiosi…… Voi siete?
Il parroco provoca, punzecchia sopratutto i giovani tra i banchi della sua chiesa. “Chi c’era davanti a Gesù in quel tempio, c’erano gli scribi, l’èlite del tempo, c’erano i discepoli, c’era di tutto, il popolo scelto ma anche chi non era stato scelto, gli zoppi, gli sciancati.”
Alessandra interviene: “C’erano tanti: non c’era solo gente brava, c’erano i pubblicani……” . Brava Alessandra hai capito anche il senso di quella domanda: voi siete?
Dove vuole arrivare il parroco con la sua omelia-dialogo? “Anche a questi Gesù dice: “ Voi siete il sale della terra, lo dice anche agli scappati di casa…..”. Ecco dove vuole arrivare il parroco: a legare il Vangelo della domenica precedente a quello di oggi, a far capire che c’è un legame, che il racconto è lo stesso…….che va avanti. Quelli che aspettano Gesù nel tempio e quelli che devono capire cosa è “il sale della terra” del Vangelo di oggi.
Così a Riccardo, che è seduto in prima fila, il parroco chiede quasi a bruciapelo: “Tu preferisci il sale o le monete”” E poi a tutti chiede: “ Tra di voi c’è qualche impiegato, che alla fine del mese prende il salario? “ Ecco il “trucco” dell’interrogatorio, del dialogo: il significato di salario. Nei tempi antichi la ricompensa del lavoro era stata proprio il sale. Ecco perchè si chiama salario.
“Gesù sta dicendo che hanno tutti diritto al salario, anche quelli scappati di casa perchè anche loro sono la ricchezza del mondo. E’ la vera ricchezza, direbbe papa Francesco!!!!! Siete voi la ricchezza.” _ alza un po’ il tono il predicatore, che brandisce un sacchetto pieno di sale, quasi a sottolineare concretamente il senso delle sue parole.
E spiega perchè c’è un legame stretto tra le beatitudini e il sale della terra. “Se il sale non funziona e non fa quello che dovrebbe, non riesce nel suo ruolo, se non da gusto, allora noi sbagliamo, se per paura di non essere capiti lasciamo perdere, non insistiamo, allora perdiamo il gusto della vita.”
Don Marrè insiste, continuando a girare per la sua chiesa e alzando quel sacchetto pieno di sale bianco che luccica. “Papa Francesco _ dice _ vuole che annunciamo il Vangelo per dare gusto, vuole che questa missione sia di tutti, anche degli scappati di casa, dei peccatori che sbagliano, se perdono quel gusto…..questa è la nostra missione.”
Cosa vuol dire vivere la giustizia divina? “La Giustizia di Dio non è il castigo del peccatore, ma è vedere anche noi nei peccatori ciò che c’è di buono e farlo fiorire. Ricordatevi che il sale conserva il buono, questa è la sua funzione. Quanto sale c’è nel prosciutto? Tanto, tantissimo. Ma c’è per conservare il buono di quel cibo.”
E questo è il sale che bisogna seminare. L’omelia-dialogo è durata 25 minuti.

NS DELLA RISURREZIONE
Don Paolo Marrè Brunenghi parroco

DOMENICA ORE 11

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