
Prove tecniche di sopravvivenza a Fegino alta, dove una parte degli abitanti non ha acqua corrente da un mese e mezzo. "Qua anche solo lavarsi i denti è un problema - dicono - dobbiamo arrangiarci così, con taniche pesantissime e contenitori". "Andiamo a prenderla giù, in salita Nostra Signora della Guardia - spiega un signore - dove c'è un rubinetto. Tutti i giorni li passiamo così".
Il colpevole, a quanto pare, è il cantiere del Terzo Valico: nonostante le smentite del Cociv, sarebbero proprio gli scavi ferroviari sotto questa zona ad avere danneggiato le sorgenti. Perché qui, gli abitanti, l'acqua l'avevano di proprietà, buona e abbondante. L'acquedotto se l'erano fatto loro, pagandosi la manutenzione di tasca propria attraverso l'opera di un consorzio di volontari. "Nel 2005 sapevamo che qualcuno di questi trafori ci avrebbe portato via l'acqua - spiega Andreina Cadenasso - e allora si cominciò a costruire un acquedotto alternativo. Ma questa zona è rimasta esclusa".
In via dei Rebucchi, via della Costiera e dintorni ci sono persone malate, famiglie con bambini, invalidi. Una signora lamenta: "Mi hanno appena operata di cancro e non potrei fare sforzi. Meno male che ho mio marito, lui porta le taniche". Venticinque litri non sono leggeri. Altri, nonostante l'età avanzata che raggiunge e supera la settantina, arrancano e resistono come possono: "Mio marito ha due protesi alle anche, io a 69 anni non ce la faccio più", prosegue la signora Cadenasso.
E dire che l'acqua, potendo, la pagherebbero pure. Il Comune ha ancora 400 mila euro in deposito, provenienti dall'indennizzo riconosciuto dalle ferrovie, ma li ha congelati in attesa di completare i lavori dell'acquedotto. "Preferiremmo che ne sbloccassero subito 50 o 100 mila per darci l'acqua - attaccano i residenti - noi, comunque, saremmo anche disposti a pagarla, purché finisca questa situazione veramente brutta".
IL COMMENTO
"Ti ricordi Bilancia?" 17 vittime scelte per odio e per caso
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico