
"Ci auguriamo che sia possibile che tra procura e governo si possa trovare dissequestro parziale dei materiali stoccati in banchina a Taranto, sequestrando poi i soldi dei Riva per investirli dentro l'azienda ma pensiamo che l'assetto proprietario non sia più in grado e non abbia la credibilità di garantire investimenti e rilancio. Quello che si dovrebbe fare è decidere che ci sia un intervento diretto publico nella gestione dell'impresa e nel pacchetto azionario ma ci rivolgiamo anche alle altre imprese siderurgiche del Paese. Sarebbe utile pensare a una joint venture che garantisse la riorganizzazione dell'Ilva gli investimenti e rilanciarla".
Ha proseguito poi Landini, "Naturalmente non può essere che la famiglia Riva semplicemente assista e quindi c'é bisogno che chi ha inquinato dia un contributo per risanare". Insomma, "il blocco definitivo dell'Ilva non è il modo per difendere e risanare l'azienda. Un intervento pubblico assieme all'intervento privato: se davvero gli imprenditori hanno interesse che la siderurgia resti nel paese devono intervenire".
IL COMMENTO
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