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Sul monumento, del II secolo d.C., sono stati rilevati problemi per l'innalzamento della falda acquifera. I ragazzi, grazie ad una collaborazione con il consorzio del Canale Lunense, hanno messo a punto un piano che permetterà il miglioramento delle condutture di scolo, così da risolvere il problema che mette a rischio la stabilità dell'antica struttura.
"Il nostro sogno nel cassetto - ha spiegato Marcella Mancusi, direttrice del museo archeologico di Luni - è rendere questo monumento pienamente fruibile come luogo di spettacolo proprio come un tempo. Ma avremo bisogno del supporto di privati".
Dal 25 settembre intanto partirà la terza campagna di scavo dell'Università di Pisa nel settore sud occidentale della città romana. Anche in questo caso parteciperanno ragazzi dell'alternanza scuola lavoro. Si tratta di una scavo aperto ai visitatori, dove sarà possibile vedere in tempo reale il lavoro degli archeologi.
IL COMMENTO
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