
In Liguria lo scandalo 'Spese pazze' ha coinvolto alcuni consiglieri regionali per l’utilizzo personale di fondi pubblici. Una inchiesta che ha portato finora a 13 indagati di cui 4 con provvedimento di misura cautelare e il coinvolgimento di tutti i partiti, nessuno escluso. Pranzi, viaggi in taxi, centri estetici, soggiorni alle terme, mutandine di pizzo, viaggi rendicontati due volte, parrucchiere, borse, tessuti da arredamento. In Liguria gli indagati non si sono fatti mancare nulla. E tra i partiti la vicenda ha toccato dal Pd a Forza Italia, da Idv a Sel fino alla lista civica 'Noi con Burlando'.
A essere diverso è, però, il finale. Mentre in Italia i politici colti in fallo si rifugiano spesso in arrampicate sugli specchi e attacchi alla stampa, in Giappone la vicenda ha avuto uno sbocco ben diverso. Obuchi è stata costretta a dimettersi, il 20 ottobre scorso, per la pressione dell’opinione pubblica. Ma non solo. L’ormai ex ministro si è presentata davanti ai cittadini e ai media, umiliandosi con un inchino.
In Italia potremmo anche fare a meno di un inchino. Basterebbe un'assunzione di responsabilità, seguite da dimissioni a stretto giro di posta. Poi la magistratura farà il suo corso.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti