
Ma a quel punto la preoccupazione è stata rivolta tutta nei confronti dei tanti migranti, oltre cento, che stazionano da tempo sul greto del fiume Roja. A partire dal primo pomeriggio la Croce Rossa di Ventimiglia e il Comune hanno avviato le procedure per allontanare i profughi dalla zona e fornire loro un posto riscaldato dove passare queste ore di intenso freddo. Pullman sono stati fatti arrivare lungo le sponde del fiume pronti a caricare i profughi e portarli nel vicino centro di accoglienza. Molti però, preoccupati che si trattasse di un modo ottenere la schedatura da parte dello Stato, inizialmente hanno rifiutato il soccorso. In realtà l’amministrazione comunale in accordo con la prefettura hanno stabilito che nessun riconoscimento e nessuna schedatura può essere fatta in questi frangenti. Si tratta infatti di una misura speciale adottata per salvaguardare l’incolumità stessa dei migranti.
“Valutata la situazione la prefettura ci ha dato l’autorizzazione per fare entrare i migranti nel centro di accoglienza del parco Roja senza l’obbligo della presa dell’impronta digitale. Volevamo garantire un posto caldo per queste persone, soprattutto per le tante donne e bambini che vivono nell’accampamento” spiega Vera Nesci, assessore ai Servizi sociali del Comune di Ventimiglia.
Dopo le prime titubanze in molti hanno deciso di salire sui bus e raggiungere il centro di accoglienza. Alla fine sono stati oltre cinquanta a raggiungere il posto al coperto dove a loro è stato garantito anche un pasto e una doccia calda. Sempre in accordo con la prefettura è stato inoltre deciso di lasciare per questa notte le porte della stazione ferroviaria aperte per garantire a chiunque ne avesse bisogno un posto dove ripararsi dal freddo pungente portato da Burian.
Un aiuto ai migranti è arrivato anche dal parroco della chiesa di sant’Antonio don Rito Alvarez: “La neve a Ventimiglia è uno spettacolo, ma vedere le tante persone accampate sotto i ponti è una grande tristezza. Abbiamo aperto le porte della chiesa in modo da permettere a questi ragazzi di riscaldarsi e stare insieme. Questa ovviamente non è la soluzione al problema che è molto più grande ma solo un modo per dare un aiuto a questa gente in queste ore di grande freddo” conclude don Rito Alvarez.
IL COMMENTO
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