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Il ministro Giuseppe Valditara ha parlato a margine della presentazione del suo libro "La scuola dei talenti", che si è svolta a Genova presso l'Ordine degli avvocati
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GENOVA - La marcia indietro sui social del generale Vannacci sulle classi separate per studenti disabili ha convinto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, a Genova per presentare il suo libro "La scuola dei talenti" presso l'Ordine degli avvocati. "Ho già precisato ampiamente qual è la posizione della Lega, a prescindere dal fatto che Vannacci ha chiarito le sue posizioni - ha dichiarato il ministro -. Non c'è nessun partito e non c'è nessun Governo che abbia fatto tanto quanto noi per gli studenti con disabilità".

La sua visione di scuola Valditara l'ha raccontata nel suo libro, "una visione che abbiamo cercato di presentare da quando mi sono insediato come ministro - ha spiegato -. Ci sono le riforme fatte, che intendiamo fare e soprattutto i valori che ispirano la scuola costituzionale".

Quella italiana è una scuola verso cui il ministro dice di avere "molta fiducia, così come verso i docenti" e sottolinea come il Governo stia "facendo riforme importanti e valorizzando l'autorevolezza e la figura di tutti gli operatori scolastici. Mi ha fatto piacere che l'Ocse abbia riconosciuto che, dopo l'aumento contrattuale che abbiamo voluto, la posizione stipendiale degli insegnanti ha scalato alcune posizioni. Ora abbiamo circa 3 miliardi a disposizione per un nuovo contratto, non è mai successo nella scuola italiana che in due anni si chiudessero due importanti contratti per aumentare gli stipendi di un milione e duecentomila persone. Ma non c'è solo questo, non solo un problema economico. Bisogna valorizzare socialmente il lavoro dei docenti, dare autorevolezza alla loro figura".

"Il ministro ha affrontato i temi della scuola in quest'iniziativa che si inserisce all'interno di un progetto culturale che prevede una serie di incontri - racconta Gabriella De Filippis, avvocato e responsabile degli eventi artistici e culturali nel centro cultura dell'ordine -. Si va dalle materie Stem al bullismo, dall'abbandono della scuola all'inserimento dei minori stranieri. Presentare un libro di questo tipo in questa rassegna letteraria fa piacere a tutti".

"L'unione delle camere penali italiane ha organizzato da molti anni un progetto grazie a cui portiamo nelle scuole l'educazione alla legalità - spiega Fabiana Cilio, presidente della Camera penale ligure -. Andiamo nelle scuole superiori, parliamo ai ragazzi attorno ai 15-16 anni e portiamo l'idea di legalità, del giusto processo e dei principi costituzionali. Lo facciamo per avvicinare i ragazzi a questi concetti, che non sono semplici".