"Amano il pesto e sono loro che me lo chiedono, in particolare David ama le trenette e non le trofie". Loro sono i Beckham e a raccontare questa passione culinaria genovese è Luciano Porcu, camoglino, direttore e partner dell'Harry's Bar uno dei club più esclusivi di Londra. Parla a Primocanale durante la rubrica 'La finestra sul mondo', dedicata ai liguri che vivono e lavorano fuori, e lascia da parte per qualche istante la sua riservatezza per sottolineare come riesca a far apprezzare piatti genovesi a star del calibro di Joan Collins o di membri delle famiglie reali di mezza Europa e mediorientali o persone dello spettacolo e della finanza. Non solo pesto "che vengo a prendere ogni due settimane perché qui intanto il basilico di Prà non arriverà mai - spiega - ma anche pansoti in salsa di noci che vanno molto e il Cappon Magro ma solo ogni tanto".
L'Harry's Bar si trova nel cuore di Mayfair ed è un club privato fondato nel 1979 da Mark Birley, con James Sherwood come socio silenzioso. Questo locale esclusivo è noto per la sua cucina italiana raffinata e per l'atmosfera elegante che richiama il famoso Harry's Bar di Venezia, fondato da Giuseppe Cipriani nel 1931.
Da Camogli all'Harry's Bar
Ma come da Camogli si arriva all'Harry's Bar? "Camogli oltre che avermi dato la possibilità di svilupparmi professionalmente, è anche il posto dove ho il cuore. Dopo che ho finito la scuola alberghiera al vecchio istituto professionale di Stato, padre Eugenio Barsanti e Marco Polo, ho viaggiato per imparare le lingue, fra Francia, Svizzera, un po' in Germania, un po' negli Stati Uniti e poi alla fine, quando i giri sono terminati, ho trovato questo club, ristorante dove sono adesso e di cui sono anche in parte proprietario adesso".
Da Frank Sinatra a Sean Connery passando per reali e i Beckham
Molta discrezione sui soci ma qualche nome emerge oltre ai Beckham, in passato Frank Sinatra e Sean Connery, ma anche Joan Collins "qui da noi qualche giorno fa nonostante i suoi 92 anni e in forma smagliante" e membri della famiglia reale di Grecia, Danimarca e Svezia per esempio. Impossibile andare oltre, anche perché uno dei must dell'Harry's BAr è proprio la discrezione e la riservatezza tanto che all'interno del locale ci sono regole restrittive sull'uso dei cellulari per evitare la diffusione di foto.
"La vita quotidiana è sempre più frenetica qui a Londra - racconta - e dopo Brexit, è molto più difficile gestire qualsiasi settore professionale, perché viene a mancare la mano d'opera, perché i permessi di soggiorno non vengono più dati, neanche agli europei, a meno che non si garantisca un salario minimo che è altissimo, e parliamo di stipendi da manager nel resto d'Europa".
Dopo più di 20 anni a Londra cosa manca di più? "Il suono delle campane della chiesa di Camogli, in primis, l'aria e poi i camogliesi, gli amici".
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