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Cronaca

Si tratta dell'ex responsabile della redazione chiavarese de Il Secolo XIX da pochi mesi in pensione. Riprese le ricerche con l'elicottero, i droni, motovedette e gommoni fra Chiavari e Portofino di vigili del fuoco e capitaneria di porto
2 minuti e 52 secondi di lettura
di Michele Varì

Il canoista scomparso nel mare del Tigullio da ieri è il giornalista Roberto Pettinaroli, 62 anni, responsabile della redazione di Chiavari de Il Secolo  XIX sino a pochi mesi quando è andato in pensione. La notizia della sua scomparsa in mare ha gettato nello sconforto non solo i colleghi ma l'intera comunità di Chiavari e del Tigullio dove Roberto è molto popolare e stimato proprio per il suo lavoro e le sue grande umanità. La speranza di tutti è che Roberto dopo essere caduto in mare possa avere raggiunto le rocce della zona del monte di Portofino ed essere ancora in vita.

Lo sgomento di Chiavari

Gli amici e gli ex colleghi si sono stretti alla figlia e alla moglie che attendono l'esito delle ricerche riprese stamane con elicottero e motovedette. Sgomento nella redazione di Chiavari, ma anche nel resto della famiglia del Secolo XIX, dalla sede centrale di Genova e nelle altre redazioni delle province dove per tutti Roberto è un grande amico che finalmente si sta godendo la meritata pensione dopo oltre quarant'anni di lavoro da giornalista. Un lavoro da lui svolto alla vecchia maniera, senza guardare l'orologio, sempre sul pezzo, con la grande passione per la politica, prima da cronista, poi da caporedattore della piccola redazione di Chiavari per lui quasi una seconda famiglia. I colleghi e le tante persone che gli vogliono bene stamane si sono svegliati increduli, incapaci di credere che davvero Roberto sia sparito in mare. Il lumicino della speranza è ancora acceso e si attendono gli esiti delle ricerche. 

Roberto, un amico anche per chi sta scrivendo questo articolo, ieri era uscito in mare da solo con la sua canoa da Chiavari intorno alle 10 di ieri mattina dal circolo a cui si era iscritto quando aveva smesso di lavorare: l'allarme è stato diramato nel primo pomeriggio dalla figlia preoccupata perché non riusciva più a mettersi in contatto con lui. Nel mare tra San Fruttuoso e Portofino sono stati ritrovati la canoa e la pagaia. Le operazioni di ricerche proseguono con l'elicottero, i droni, motovedette e i gommoni dei vigili del fuoco e della capitaneria di porto. 

Canoa e pagaia rinvenute davanti a Portofino

Le prime ricerche di ieri hanno permesso di rintracciare la canoa e la pagaia nel mare fra San Fruttuoso e Portofino, ma di Pettinaroli nessuna traccia nonostante la mobilitazione avviata con l'elicottero Nemo abilitato al volo notturno arrivato da Luni, i droni, le motovedette e i gommoni della capitaneria di porto e dei pompieri. Il forte vento non ha facilitato  le ricerche che sono state intensificate nella zona della costa fra Portofino e Santa Margherita nella speranza che Roberto dopo essere finito in mare possa avere raggiunto a nuoto quella parte di costa, assai frastagliata e difficile da ispezionare a piedi.

Moglie e figlia: "Di solito rientrava per le 13"

La figlia e la moglie hanno riferito che Roberto di solito quando usciva in mare rientrava attorno alle 13. Le familiari prima hanno cercato più volte di contattarlo con il cellulare, poi hanno diramato l'allarme al 112.

Ricerche anche sulla costa di Portofino

Sono stati allertati anche i carabinieri e la polizia locale per le ricerche a terra, nel caso Pettinaroli fosse riuscito a rientrare a riva e stesse risalendo i sentieri del parco in zona non coperta da rete cellulare. Allertato anche il 5° Nucleo operatori subacquei della guardia costiera.

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