Euroflora è sempre più vicina e la città si comincia a preparare al grande evento previsto dal 24 aprile al 4 maggio. Stanno nascendo tante iniziative, piccole e grandi, come quella che ha messo in atto l'hotel Bristol, nella centralissima via XX Settembre, che ha approntato uno spazio con quello che è stato scelto come simbolo dell'edizione 2025: una panchina rosa aperta e visitabile non soltanto per gli ospiti dell'albergo ma per tutti i genovesi che vorranno andare a vederla e magari farsi un selfie o farsi fotografare seduti sopra: “E' un evento che aspettavamo da tanti anni – afferma Giovanni Ferrando, direttore del 'Bristol' - e quindi abbiamo preso al volo l'occasione per festeggiare con una bellissima panchina offerta dal Comune che abbiamo cercato di valorizzare all'interno del nostro albergo creandole intorno un piccolo giardino. Tra l'altro Euroflora arriva in un periodo caratterizzato da alcuni ponti e siamo sicuri che arriveranno a Genova moltissimi turisti”
Un'Euroflora diversa da tutte quelle del passato
“Diciamo che la temperatura si sta alzando – gli fa eco il presidente del Porto Antico Mauro Ferrando - e ne sono molto lieto. L'impegno è già altissimo da mesi e siamo tutti proiettati verso un appuntamento per Genova fondamentale, diverso da tutte le altre 'Euroflora' del passato, basti pensare che la superficie espositiva passerà dai 35.000 metri quadrati dei parchi di Nervi agli oltre 85.000 del Waterfont di levante che la ospita quest'anno. E la panchina è un po' il nostro simbolo, l'abbiamo scelta per la sua versatilità, perché dà l'idea della tranquillità, del potersi sedere con calma in un giardino in mezzo a fiori e piante”.
Presentato anche il libro 'Genova in Jeans'
Contestualmente alla panchina è stato presentato 'Genova in Jeans', l’ultimo volume dedicato alla città di Genova nella collana letteraria del Gruppo Duetorrihotels di cui il Bristol fa parte che da anni valorizza storie meno note sulla città che però meritano di essere raccontate. Scritto da Mariangela Rossi è un racconto-percorso curioso e intrigante che riporta a tempi lontani, tra profumi di salsedine, rumore del vento, voci dei lavoratori che rimbombavano tra i muri alti e scrostati, con la tipica parlata e le battute in dialetto "lungo le calate dei vecchi moli". Qui la storica tela di colore
blu veniva creata e usata per la fabbricazione delle vele delle navi e per i teloni di copertura, essendo resistente, facilmente lavabile e duratura.
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