"Riscattare la libertà del lavoro, del lavoro dignitoso, non come governano questa città dalla destra". Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sul palco di Sestri Ponente insieme a Silvia Salis. "Insieme per Genova" è il motto, per far sì che sia "già domani", come dice lo slogan. Obiettivo: le Comunali del 25 e 26 maggio, per sedersi nuovamente sulla principale poltrona di palazzo Tursi. Così Elly Schlein è tornata a Genova e per farlo ha affidato la sua uscita pubblica al palco da condividere con la candidata del centrosinistra Silvia Salis. La location scelta è quella di piazza Tazzoli, a pochissimi passi dalla centralissima piazza Baracca, nel quartiere genovese di Sestri Ponente.
Schlein: "Sono contenta di essere al fianco di Silvia Salis nella campagna elettorale"
"Quella di Silvia Salis a Genova è una splendida candidatura, concreta, pragmatica, appassionata, sono contenta di essere al suo fianco nella campagna elettorale, che vuole proporre cosa possiamo fare per migliorare la qualità della vita delle persone che vivono in questa città, migliorare la qualità del lavoro e migliorare la qualità dell'impresa". Lo dichiara in giornata la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. "Gli attacchi a Silvia? Li fanno perché sono spaventati, per questo la attaccano così" l’affondo di Schlein. Le priorità per la segretaria dem: riscattare la libertà del lavoro, del lavoro dignitoso, “non come governano questa città dalla destra”. “Dentro l’occupazione di cui parlano a destra c’è dentro il lavoro povero, quello con tutte le difficoltà di chi non riesce a mantenere la propria famiglia - prosegue Schlein -. La destra pensa all’immigrazione ma non capisce che il vero problema è l’emigrazione, di giovani che se ne vanno perché non se la sentono più di vivere qua”.
Torna forte la richiesta del salario minimo, cavallo di battaglia di Elly Schlein che chiede unità alle opposizioni per portare a casa “la dignità del lavoro, perché sotto i 9 euro non è lavoro, è sfruttamento”. Non nasconde l’importanza delle infrastrutture, Elly Schlein, accusata insieme agli altri partiti di minoranza di non dare importanza al futuro infrastrutturale. “Noi sappiamo l’importanza delle grandi opere, ne abbiamo parlato anche oggi con le persone e i lavorativi incontrati, ma noi dobbiamo anche occuparci delle bollette, dei costi triplicati per le famiglie, che non riescono neanche più a fare la spesa” ha aggiunto Schlein. La giustizia sociale è al centro della campagna elettorale di Salis, come ribadito da Schlein. “So che questa coalizione ha messo al centro la giustizia sociale, questa dev’essere la nostra battaglia, anche per avere una sanità pubblica a misura di tutti” ha aggiunto Elly Schlein.
La scuola pubblica come baluardo di crescita delle nuove generazioni, dagli asili nido alle scuole superiori, che devono cogliere le richieste dei ragazzi. “Al centro ci devono essere percorsi di salute mentale per i nostri figli, dobbiamo lavorare anche su questo e so che qui a Genova si farà un grande lavoro sul tema della scuola”.
“Unità per battere la destra, noi siamo sempre testardamente unitari per battere questa destra” ha chiosato tra gli applausi Elly Schlein. E ogni riferimento a Carlo Calenda è stato puramente casuale.
Silvia Salis:"Genova è una città progressista e noi dobbiamo rispondere proprio a questo"
Visibilmente emozionata Silvia Salis ha ringraziato Orlando, Pinotti e D’Angelo per averle chiesto di candidarsi come profilo civico. “Ringrazio la coalizione che ha deciso di puntare su di me, sono orgogliosa che mi abbiano scelta per rappresentarla, perché la verità è che loro hanno paura, sono molto nervosi - il primo affondo della candidata del centrosinistra Silvia Salis -. Genova è una città progressista e noi dobbiamo rispondere proprio a questo”.
“Genova è una città da lavoro povero, io sono figlia di un operaio e di una dipendente comunale - ha aggiunto Salis citando suo padre, con commozione, mancato proprio il giorno della notizia della sua candidatura -. Mio padre era iscritto al Pci e ha avuto una storia di sinistra. Io la rivendico, parlo a chi non ha più votato, è iniziato un vento nuovo e dovete tornare a credere in questa politica perchè le vostre esigenze saranno al centro”. Silvia Salis si appropria poi del tema della sicurezza, “adesso basta regali alla destra, ora di sicurezza parliamo noi”. La candidata del centrosinistra ribadisce la sua opinione su un tema molto legato alla attuale maggioranza di governo. “Questa è una delle città più insicure di Italia, Genova ha due città che vanno a due velocità, perché la destra abbandona quelle aree che sa di non poter conquistare” ha rimarcato Salis. Dalla sicurezza alla riforma dei municipi, che Salis vuole rivedere e rifondare per rimettere al centro il ruolo dei municipi.
“Levare il decentramento è una colpa, non siete stati in grado di gestire il territorio, questa è la verità - incalza Salis -. Che Genova vogliono? Solo del pesto, del basilico, del mortaio. Adesso basta, parliamo di cose serie e basta con le copertine”. Sulle infrastrutture perderanno le elezioni, la profezia della candidata sindaca di Genova: un messaggio chiaro, che guarda alle opere. “I nostri no sono ai pochi privati, i nostri sì li abbiamo detti a voce alta, gli altri sono no perché non servono”.
Nelle scorse ore Silvia Salis ha incontrato il partigiano Giotto, che quest’anno compirà cent’anni. “Sapete cosa mi ha detto il partigiano Giotto? Che Palazzo Tursi non vuole fascisti, che negano il 25 aprile, che vanno da altre parti in quella giornata. Bene, noi faremo questo, lo farò per tutti voi”.
La chiosa, di Silvia Salis, è sul voto del 25 e 26 maggio, in barba alla scaramanzia. “Partiamo mandando via le destre da Genova, perché questa città è progressista, poi dopo lanceremo il messaggio a tutta Italia, che la destra si può sconfiggere. È già domani”, saluta così tra gli applausi la candidata del centrosinistra Silvia Salis.
Sul palco anche il consigliere regionale Andrea Orlando e il segretario Simone D'Angelo
Schlein aveva già scelto questa piazza negli ultimi giorni di campagna elettorale di Andrea Orlando, e per gli scaramantici le dita è meglio incrociarle, visto l'esito dell'ottobre 2024. Sul palco con Silvia Salis non solo la segretaria del Pd, ma anche il consigliere regionale Andrea Orlando e il segretario metropolitano Simone D'Angelo. L'occasione è stata quella di lanciare la candidatura della vicepresidente del Coni ma di proseguire, allo stesso tempo, il tour tra le tappe italiane, voluto dalla deputata dem.
Il segretario metropolitano del Partito Democratico accusa il centrodestra di aver "ridotto Genova a una città meno libera ma più povera e piccola". La Genova a traino Salis deve essere una "città libera di cambiare e di crescere" ha aggiunto D’Angelo. "Le nostre proposte ci sono, sono chiare, vogliamo mettere al centro lo sviluppo e la voglia di cambiare e di crescere - ha aggiunto Simone D’Angelo -. Così faremo rinascere Genova. Forse Silvia Salis".
"Ce la possiamo fare, anzi ce la faremo - esordisce Andrea Orlando, candidato presidente della Regione Liguria alle scorse Regionali -. L’Unità è la strada per vincere, solo uniti si vince, anche contro chi cerca di corrodere quello che è stato fatto”. Andrea Orlando non lo cita ma non si fa fatica a capire a chi si riferisca, a Carlo Calenda che dal congresso di Azione ha demolito il Mov5s e la coalizione che a Genova è emblema del campo larghissimo. Andrea Orlando parla poi di lavoro, industria, dell’importanza di riuscire a tenere a Genova e in Liguria le nuove generazioni.
"Silvia potrà sfidare gli interessi, perché essere civici vuol dire fare anche questo. Si racconta una Genova non vera, una Genova dove i dati dell’Istat ci fotografano una situazione disastrosa - incalza Orlando, che attacca la Regione -. Chi governa non deve scappare dai luoghi di governo, non deve scappare come Bucci sulla diga. L’avversario di Silvia Salis è Bucci, non è Piciocchi".
Infine l’appello dell’ex ministro: “Tornano parole che pensavamo di aver cacciato, vincere è importante ma lo è anche far partecipare le persone, noi dobbiamo ripartire dal voto, per combattere i nemici della democrazia. A tutti questi si risponde con la partecipazione, noi ci giochiamo il futuro non solo di Genova ma anche della democrazia. La piazza è il luogo dove si sviluppa l’art 3, che parla di uguaglianza”.
Sul palco anche la consigliera municipale Elisa Somaglia, che ha voluto fare il punto su Sestri Ponente, quartiere in cui è nata e cresciuta. Il suo discorso è stato scandito dai tanti applausi dei suoi compagni di quartiere.
Iscriviti ai canali di Primocanale su WhatsApp, Facebook e Telegram. Resta aggiornato sulle notizie da Genova e dalla Liguria anche sul profilo Instagram e sulla pagina Facebook