Dopo giorni di incontri, dialoghi più o meno serrati e anche qualche defezione, il centrosinistra ha chiuso la partita dei municipi. Non senza mal di pancia. Soprattutto con il Movimento Cinque Stelle, che pare abbia alzato il tiro per ottenere un posto in più. Lo scacchiere infatti sarà suddiviso in questo modo: sei presidenze al Partito Democratico, due al Mov5s e uno all'Alleanza Verdi e Sinistra.
Chi sono i candidati
Si è andati verso conferme e colpi di scena finali: al municipio I Centro Est è arrivato il disco verde per la segretaria di Sinistra Italiana Simona Cosso; al II Centro Ovest riconferma per il pentastellato Michele Colnaghi; al III Bassa Val Bisagno promosso uno degli assessori storici di Massimo Ferrante, in quota Pd, Fabrizio Ivaldi; al IV Media Val Bisagno un altro ex assessore premiato, si tratta di Lorenzo Passadore; nel municipio V Valpolcevera spazio a uno dei braccio destro di Romeo, Michele Versace; altro esponente del Mov5s è Fabio Ceraudo, che è riuscito a ottenere la presidenza del VI Medio Ponente; VII Ponente, VIII Medio Levante e IX Levante tutti a esponenti dem, rispettivamente in ordine Matteo Frulio, Angiola Bavoso e Giovanni Calisi.
Il retroscena non indolore
Il centrosinistra ha messo la parola fine alla pratica dei municipi, nonostante le difficoltà oggettive nate da una coalizione molto ampia ed eterogenea. Motivo di massima tensione è stato, in questi giorni, il ruolo del Medio Ponente, che sembrava spettare alla dem Elisa Somaglia, ma che è stato blindato dal Mov5s. I pentastellati, si racconta, hanno praticato la cosiddetta mossa del cavallo, per spingere sullo scacchiere Fabio Ceraudo. Due municipi o il banco rischiava di saltare. Come accaduto alle Regionali dello scorso ottobre, quando Conte da Roma aveva dato il suo aut aut alla presenza di Italia Viva, a sostegno di Andrea Orlando. Con le debite distinzioni, anche in questo caso i 5s hanno alzato la posta per ottenere la doppia candidatura di Colnaghi e Ceraudo. E a metterci lo zampino, pare essere stata proprio Silvia Salis, che ha dettato la linea per far chiudere entro la giornata odierna. Altro capitolo pungente la presenza di donne candidate alla presidenza dei municipi, solo due: Cosso e Bavoso. Un tema che rischia di diventare spina nel fianco del centrosinistra, che sarà chiamato a bilanciare, in caso di vittoria, nella formazione della giunta che affiancherà Salis. E i nomi che circolano, al momento, sono diversi.
La candidata sindaca suona la carica
Silvia Salis, candidata sindaca del centrosinistra, suona la carica e per farlo affida il suo messaggio ai social.
"Abbiamo bisogno di un cambiamento di rotta in tutta Genova, dal Comune ai Municipi. In questi anni di governo di centrodestra abbiamo visto le istituzioni municipali depauperate del loro potere economico e politico, private di fondi, di agibilità, messe costantemente in difficoltà nel compiere il loro ruolo principale: essere il primo presidio di vicinanza, supporto e risposta alle necessità delle cittadine e dei cittadini. Vogliamo che il Municipio torni a essere la prima casa dei genovesi. Per questo, a rappresentare questa istituzione, abbiamo scelto nove persone competenti, radicate nei territori, pronte ad ascoltare e agire. Perché Genova non può continuare a essere una città a due velocità, con troppi luoghi abbandonati dalla politica, senza servizi né opportunità. Vogliamo una città di tanti centri, con presidi sociali ed economici, mezzi di trasporto, spazi di socialità e tutto il necessario per vivere dignitosamente. Ognuno dei nove candidati presidenti di Municipio della nostra coalizione porta con sé storie, passioni e competenze diverse, ma condividono un obiettivo: ricostruire il legame tra istituzioni e cittadine e cittadini. Restituire dignità, servizi, spazi, partecipazione. Il cambiamento non può essere solo uno slogan: deve essere costruito, quartiere per quartiere, insieme. Diamo di nuovo centralità ai municipi. È già domani. SILVIA SALIS SINDACA".
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