Difficilmente ha sbagliato una mossa politica. Dice e fa credere di pensare alla giornata, Claudio Burlando. Ma il fine ingegnere ha sempre calcolato ogni mossa.
Dunque, anche l’attuale strategia non sarà casuale.
Tuttavia da Savona alla Spezia in direzione Genova, i coltelli che volano paiono sempre più numerosi. E nel frattempo qualcuno potrebbe pure provocare dei danni.
Già, veleni per la sua successione.
Sotto la Torretta, Berruti scalpita in attesa delle decisioni affidate al leader Matteo Renzi. Tra il capoluogo e il levante, Raffaella Paita e Pippo Rossetti paiono già non andare oltre freddi saluti di circostanza. Per inciso, due assessori strategici della stessa giunta regionale.
Altri tiratori poi arriveranno in corsa.
E le voci, mezze parole, bisbigli aumenteranno il frastuono attuale in cui tutti hanno le loro verità. Tra ipotesi di terzo mandato o voglia di primarie fratricide.
E allora perché Burlando tace? Per quale motivo accetta il rischio del tutti contro tutti senza dire definitivamente se prenderà casa a Roma, resterà a Genova o aiuterà Slow Food con i prodotti della sua terra a Torriglia?
Che il re dello scopone, abbia il nuovo asso in mano?
politica
Le carte di Burlando
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