La collaborazione tra Tecné e Primocanale rappresenta da anni un punto fermo nell’analisi dell’opinione pubblica in Liguria, un sodalizio basato sulla professionalità, sulla trasparenza e sulla reciproca fiducia. Una partnership che vogliamo celebrare ringraziando l’editore Maurizio Rossi, persona a cui ci lega una lunga amicizia e una profonda stima personale. Questo rapporto, pur saldo da anni, rimane sempre rigorosamente professionale, basato su principi di serietà, collaborazione e assoluta indipendenza.
Dietro ai sondaggi che periodicamente Primocanale presenta ai propri telespettatori c’è un lavoro complesso e altamente tecnico. L’editore decide gli argomenti da approfondire e spesso ci suggerisce direttamente alcune domande che ritiene importanti da rivolgere agli intervistati. Compito di Tecné è tradurre queste richieste in un questionario scientificamente robusto, curando nel dettaglio la formulazione di ciascuna domanda, elemento cruciale per l’attendibilità dei risultati.
La fase successiva prevede un test preliminare delle domande: se tutto funziona correttamente, sia tecnicamente che dal punto di vista della comprensibilità, iniziamo la rilevazione vera e propria, utilizzando contemporaneamente metodi di rilevazione online (metodo CAWI) e telefonici (metodo CATI). A raccolta dati completata, procediamo a verifiche rigorose sulla copertura del campione, sulla coerenza delle risposte e sulla congruità delle interviste svolte.
Uno degli aspetti fondamentali del lavoro è la ponderazione, fase cruciale in cui il campione intervistato viene statisticamente adeguato alle proporzioni reali della popolazione oggetto d’indagine. Questo processo tiene conto di variabili come genere, età, istruzione, professione e voto espresso alle elezioni precedenti (politiche, europee, ecc.). La ponderazione garantisce che il campione rifletta fedelmente la struttura della popolazione, aumentando così l’affidabilità e la rappresentatività dei dati raccolti.
Poiché i sondaggi si basano su un campione della popolazione e non su un censimento completo, le stime ottenute sono naturalmente soggette a un margine di errore statistico. Questo margine è una caratteristica intrinseca dei campioni probabilistici. Il poter quantificare questo errore è prova della scientificità della metodologia adottata. I campioni probabilistici sono quelli nei quali ogni individuo della popolazione ha la stessa probabilità di essere intervistato. La casualità della selezione è il suo grande punto di forza: grazie alle proprietà statistiche della casualità, è possibile garantire che i risultati si distribuiscano naturalmente attorno ai valori reali.
L’entità del margine di errore diminuisce al crescere della numerosità del campione: per esempio, con 1.000 interviste l’errore è circa ±3,1%, mentre con 800 interviste aumenta lievemente, arrivando a circa ±3,5%. È importante quindi che chi legge un sondaggio presti sempre attenzione alle informazioni metodologiche, per valutarne correttamente il grado di accuratezza e affidabilità.
È importante ricordare, inoltre, che un sondaggio non ha mai avuto e non avrà mai l’ambizione di prevedere il futuro. Esso rappresenta esclusivamente una fotografia del presente, cioè della situazione esistente nell’istante esatto in cui le interviste vengono condotte. Esistono tecniche avanzate di analisi che permettono di costruire scenari probabilistici riguardo a possibili eventi futuri, ma di questi modelli parleremo più avanti.
Un sondaggio, per quanto accurato e metodologicamente rigoroso, rimane lo specchio fedele di un determinato momento: ciò che oggi risulta vero, domani potrebbe essere profondamente diverso.
Questo accade perché la materia prima di ogni sondaggio è l’elemento più mutevole e volubile dell’universo: l’opinione. Le opinioni delle persone cambiano continuamente, influenzate da eventi, notizie, esperienze personali, emozioni e anche semplicemente dal trascorrere del tempo. Ed è proprio per questa intrinseca variabilità che parliamo di sondaggi d’opinione: se così non fosse, li avremmo definiti “sondaggi di certezze”, una definizione che, evidentemente, non esiste.
Tecné non realizza soltanto sondaggi. La nostra società è specializzata in analisi socioeconomiche e politiche, e in particolare nella costruzione di scenari: studi approfonditi che permettono a governi, grandi imprese ed enti di ricerca di anticipare tendenze future e prendere decisioni strategiche con maggiore consapevolezza e precisione.
Oltre all’Italia, siamo presenti nel Regno Unito, con una società di diritto britannico con la quale lavoriamo in molti paesi nel mondo. Recentemente, un grande quotidiano londinese ci ha definito tra gli istituti di ricerca più affidabili a livello internazionale. Questo tipo di riconoscimenti sono sicuramente gratificanti, ma ciò che ci rende più orgogliosi è il continuo impegno nell’innovare i nostri metodi di analisi scientifica.
Un esempio significativo di questa continua evoluzione è rappresentato da un avanzato modello sviluppato proprio da Tecné, che integra sistemi informativi geografici (GIS), grandi database demografici e comportamentali, rilevazioni dirette attraverso sondaggi e sofisticati modelli matematici ispirati al concetto di equilibrio strategico elaborato dal Premio Nobel per l’Economia John Nash.
A differenza dei sondaggi tradizionali, queste nuove metodologie consentono stime granulari, individuando variazioni significative tra diverse aree geografiche e gruppi sociali. Ciò ha implicazioni fondamentali per la politica, la comunicazione e il marketing strategico, consentendo di personalizzare con estrema precisione le azioni intraprese da istituzioni, aziende o enti pubblici.
Nel marketing e nella comunicazione, ad esempio, diventa possibile personalizzare le strategie in base alle specifiche caratteristiche della popolazione, migliorando sensibilmente l’efficacia della comunicazione stessa. Le amministrazioni pubbliche, invece, possono calibrare le proprie politiche sulle esigenze reali e precise della cittadinanza, ottimizzando interventi e risorse in modo da massimizzare il loro impatto positivo.
Per evitare equivoci: non si tratta di “super-sondaggi” in grado di prevedere con esattezza assoluta quanto prenderà il partito X o il partito Y. Sono, invece, metodologie innovative e integrate che permettono di delineare scenari diversi, valutandone la probabilità di realizzazione e individuando i possibili sviluppi futuri.
Si tratta di modelli che vanno oltre la tradizionale raccolta di dati, trasformandosi in un processo dinamico e predittivo. L’integrazione di tecnologie avanzate, big data e matematica strategica permette di interpretare e anticipare le dinamiche sociali con una precisione senza precedenti, rendendo le ricerche non solo strumenti di comprensione del presente, ma autentiche chiavi per interpretare il futuro.
Perché conoscere la società non significa solo descriverla, ma comprenderla profondamente per migliorarla: ed è proprio questa convinzione che guida ogni giorno il nostro lavoro.
* Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè
IL COMMENTO
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