
Sabrina Mariani (con i capelli corti) e Deborah Pagliughi (capelli lunghi), entrambe residenti nel milanese, sono state ragazze insieme a Nada Cella di cui erano anche le migliori amiche. Nel '96 vennero interrogate più volte dai poliziotti, come Antonia, una terza amica. Gli investigatori speravano che le amiche potessero rivelare qualche segreto di Nada, o particolari utile alle indagini. Invece non andò cosi.
Oggi le due donne sono comparse in aula al processo davanti alla corte di assise come teste del pm per raccontare chi era Nada.
Sabrina l'aveva vista un settimana prima dell'omicidio, "dovevamo andare in ferie a Santorini". Deborah invece dopo avere detto che Nada era una bravissima ragazza ammette di avere il rimpianto che sia stata uccisa una settimana prima di quando lei doveva andare ad Alpepiana, il comune della Val d'Aveto dove si incontravano nei fine settimana e nelle festività, forse avrebbe potuto confidarle se aveva dei problemi.
Sabrina dopo l'udienza accetta di parlare con i cronisti: "Nada era una ragazza solare, ma riservata e risoluta, sapeva cosa voleva, con lei andavo al mare, lei sorrideva, era solare" spiega Sabrina, che ammette di non sperare che venga fatta giustizia, "apprezzo i poliziotti che ci provano, ma sono passati tanti anni e mi pare che non ci siano prove" e non fa polemiche sugli errori degli investigatori nel '96: "Non provo rabbia, le indagini sono fatte da persone che possono sbagliare od obbligate a lasciare stare. Nada voleva cambiare lavoro, non le piaceva, ma alla fine il lavoro è lavoro. Sì, mi raccontava di Soracco, delle sue attenzioni, dei fiori che le erano arrivati in ufficio, normale, erano tutti e due giovani, ma fra di loro non c'era feeling".
Deborah parla meno ma dice che spera che sia la volta buona per ottenere giustizia e alla domanda sulle pressioni della madre di Soracco su Nada dice: "Ha fatto quello che fa una madre per il bene del figlio che era un commercialista". La donna dopo avere detto di avere saputo di recente che c'è una donna implicata (Anna Lucia Cecere Ndr) alla domanda sugli errori commessi dagli inquirenti nel 1996 preferisce non rispondere, e rimane in silenzio.
IL COMMENTO
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