
Lupi si era mosso dopo un incontro con il senatore di Liguria Civica, Maurizio Rossi, che lo aveva esplicitamente invitato a recarsi sul posto, ponendo oltre al problema della frana anche quello del vergognoso stato in cui versa la linea a binario unico, con il blocco dei lavori di raddoppio della tratta San Lorenzo al Mare-Andora. Così il 7 febbraio, proprio ad Andora, il ministro ha incontrato le istituzioni locali e ha assunto un solenne impegno: “Entro 72 ore il cantiere del raddoppio deve riaprire”. Quel termine è scaduto lunedì e, adesso, si scopre che il tempo è una variabile incontrollabile da parte del governo su questa opera fondamentale.
Il sottosegretario Girlanda, infatti, rispondendo a un’interrogazione presentata alla Camera dai deputati liguri Mario Tullo, Anna Giacobbe e Franco Vazio del Pd, ha confermato le sei settimane per il ripristino della linea, ma sul raddoppio ha gelato le aspettative che aveva autorizzato il perentorio intervento del ministro. Come noto, tutto nasce dalle vicende processuali relative al contenzioso tra Rfi e l’ATI Ferrovial, alla luce del fatto che l’Ati Ferrovial ancora si oppone alla riconsegna delle aree alla Committente.
Chissà se Lupi, dopo averci messo meritoriamente la faccia durante il sopralluogo, riuscirà a intervenire per impedire che tutte le parti in causa gliela facciano perdere. Sempre che da qui a qualche giorno sia ancora ministro o non finisca “rottamato” da Renzi con tutto il governo di cui fa parte.
IL COMMENTO
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