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Ariedo Braida sta per dire no alla Sampdoria. Dopo l’incontro di lunedì con il Presidente Ferrero l’ex dirigente del Milan ha riflettuto sul suo futuro e ha maturato una decisione negativa rispetto all’avvio della sua avventura blucerchiata. Troppo diverse le condizioni rispetto a quelle prospettate da Garrone a gennaio, quando Braida, dopo 30 anni, lasciò il Milan rifiuto le offerte di un importante club europeo e sposò la causa di quella Samp. Una società dove, peraltro, in questo momento, i terremoti sono all’ordine del giorno come confermano le voci su tagli degli stipendi richiesti ai dipendenti della sede.

Intanto la squadra è al lavoro per preparare la nuova stagione. Da Bogliasco è iniziata lunga rincorsa degli uomini di Mihajlovic che il 13 saliranno a Bardonecchia per dare il via alla fase di ossigenazione, come si diceva un tempo e di preparazione tecnico tattica.

Tra i tanti rebus di un mercato in questo momento completamente congelato, quello del portiere: Romero ha fatto ancora parlare di se, in positivo, al Mondiale e qualcuno si domanda se non sia proprio il caso di provare a trattenerlo. 1,7 milioni di euro di ingaggio annuo sono uno sproposito, dopo una buona rassegna iridata che lui voglia spalmarlo non è nemmeno da provare(avendo poi Raiola come agente). Però la Samp può fare un buon affare vendendolo a un club estero che, sicuramente, spunterà dopo il Brasile.

I vari Viviano, Brkic, Frison aspettano. E aspettano anche i Longo, gli Mbaye accostati alla Samp in queste ore: stand by gestionale, verrebbe da definirlo. Ma la Sampdoria ora, deve correre.