
Lo stabilimento rischia di chiudere definitivamente per l’impossibilità di ottemperare ai requisiti. A rischio 800 posti di lavoro, con l’azienda che ha fatto sapere che smetterà di pagare gli stipendi a fine febbraio. Il corteo ha coperto il percorso dal Municipio alla Prefettura, causando l’interruzione del traffico nel centro cittadino e code di decine di chilometri sulla via Aurelia. Dopo il corteo una rappresentanza sindacale ha incontrato il Prefetto di Savona, Gerardina Basilicata.
Alcuni manifestanti hanno sfilato con una composizione: Lavoro = Dignità. “Alcuni di noi continuano ad essere trasferiti, ma la maggior parte sono in cassa integrazione”, dicono. “Abbiamo solo bisogno di lavorare, è quasi un anno che andiamo avanti con la stessa storia”. “Io sono prossimo alla pensione, dove posso andare se mi cacciano via?”.
In testa al corteo Fulvia Veirana, segretario provinciale CGIL Savona: “Mettiamo in conto nuove mobilitazioni, abbiamo bisogno di risposte. Alcune di queste persone non percepiscono lo stipendio. I lavoratori sono stati leali a sospendere le iniziative a fine dicembre, dopo l’incontro con Delrio, quando sembrava che qualcosa si stesse muovendo”.
Nel frattempo la procura di Savona lavora su due inchieste: è di ieri la notizia dell’iscrizione del registro indagati del presidente Burlando e l’assessore regionale all’Industria Renzo Guccinelli, quest’ultimo in piazza a Savona. Coinvolti anche l’attuale sindaco di Vado Monica Giuliano, l’ex sindaco Alberto Caviglia e il sindaco di Quiliano Alberto Ferrando. L’accusa è di disastro ambientale doloso.
L’ex sindaco Caviglia: “Noi come politica abbiamo la colpa di non aver trovato una sintesi, con la centrale che continuasse il suo lavoro ma anche forti garanzie sul piano ambientale. Ora spero che i due fronti, quello ambientale e quello del lavoro, comincino a viaggiare nella stessa direzione. Non serve incatenarsi, ma nessuno va lasciato solo: nessuno di noi ha un quadro completo della situazione.”
Il viceprefetto Vincenzo Montella si è impegnato a trasmettere le istanze di istituzioni, rappresentanza dei lavoratori e sindacalisti al Governo affinché vengano riavviate tutte le procedure necessarie per far ripartire la centrale di Vado Ligure bloccata dallo scorso 11 marzo. E' quanto emerso dal vertice che si è concluso dopo una quarantina di minuti in Prefettura a Savona al termine del corteo dei lavoratori della centrale Tirreno Power che aveva paralizzato il traffico in centro.
IL COMMENTO
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