
I fatti risalgono alla notte tra il 21 e il 22 luglio 2011, quando Covell era stato brutalmente picchiato dalla polizia davanti ai cancelli della scuola Diaz, riportando gravissime lesioni. Il giornalista era stato poi arrestato con accuse che si erano rivelate false. Condannato a risarcire 40 mila euro l'allora comandante del VII nucleo antisommossa Michelangelo Fournier e a 60 mila l'allora comandante del primo reparto mobile di Roma Vicenzo Canterini.
Accolta invece la richiesta di 10 mila euro in solido per Francesco Gratteri, Gilberto Caldarozzi, Giovanni Luperi, Spartaco Mortola, Nando Dominici, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Davide Di Novi, Renzo Cerchi, Massimiliano Di Bernardini, Massimo Nucera e Maurizio Panzieri.
Covell aveva già denunciato il tentato omicidio, ma gli inquirenti non erano riusciti a identificare i poliziotti responsabili, così tutto è finito in pasto all'archivio. Il Viminale aveva disposto un risarcimento transitorio in 350 mila euro. La procura contabile aveva contestato la decisione come danno erariale ai poliziotti. Ma i giudici hanno ribadito le responsabilità dirette da parte dei due comandanti, Canterini e Fournier, che “avrebbero dovuto vigilare sull'operato degli agenti affinché l'azione non degenerasse in atti delittuosi. Non lo hanno fatto o non sono stati in grado di farlo, neppure quando hanno avuto occasione di impedire materialmente comportamenti aberranti dei propri uomini”.
La somma è stata ridotta a 100 mila euro perché il risarcimento va suddiviso con gli autori materiali dei pestaggi, mai identificati. Confermati, invece, i 10 mila euro per il danno morale da calunnia.
IL COMMENTO
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