
"Si deve ricordare innanzitutto che la par condicio esiste 365 giorni all'anno e ancor più fino a quando la Rai sarà servizio pubblico pagato da tutti i cittadini che, ovviamente, devono vedere rispettate tutte le variegate posizioni. Ci sono vari modi per influire sull'opinione pubblica - continua Rossi - in modo palese o surrettizio e subliminale anche decidendo di invitare ospiti orientati più a sostenere un si o un no.
"L'esempio del Festival di Sanremo 2016 e su come sia stata artatamente esercitata una linea che ha teso ad influenzare una posizione su un'altra in merito alle 'unioni civili', ci obbliga a ricordare che il servizio pubblico non deve privilegiare nessuna posizione, ma esprimerle tutte in maniera neutra e in modo tale da informare tutti gli utenti, quelli a favore e quelli contrari rispetto a qualsiasi tema eventualmente trattato", prosegue il senatore.
"Dobbiamo poter fornire a tutti una visione delle varie tematiche in modo equilibrato ed equanime affinché l'utente cittadino formi la sua idea. Come ha ben detto il Direttore Verdelli - conclude Rossi - impariamo a trattare i cittadini, lettori, ascoltatori, navigatori alla pari. Noi dobbiamo spiegare, poi facciano l'uso che vogliono di quanto gli viene detto".
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale