Protesta pacifica dei profughi di una comunità del centro di Genova per chiedere pasti migliori, più biglietti del bus e più schede telefoniche. Trentadue persone originari della Nigeria, del Senegal e della Costa d'Avorio hanno manifestato per mezz'ora davanti alla comunità della Fondazione Collegio San Giovanni Battista di via Serra, dove risiedono.
I migranti in attesa di sapere se verrà loro riconosciuto lo status di rifugiato hanno diritto, in base all'accordo fra prefettura e associazioni, a due biglietti Amt a settimana e una scheda telefonica di 5 euro al mese. Per ogni straniero il governo rimborsa alle comunità 35 euro in cui sono compresi anche 2,5 euro per il migrante. Proteste dello stesso tipo da parte dei profughi sono già avvenute in passato in altri centri di ospitalità di Genova.
Francesco De Simone, presidente pro tempore della Fondazione che ospita i manifestanti, precisa: "Noi mettiamo a disposizione gli alloggi, ma non gestiamo nient'altro. I 35 euro per intero li percepiscono le cooperative sociali, che versano a noi 6 euro al giorno come quota d'affitto che comprende pernottamento, utenze e uso dell'ascensore condominiale". Le aziende che si occupano dei profughi presso la Fondazione sono 'La Comunità' e 'Il Biscione' per gli adulti, e 'Saba-Ceis-Agorà-Arci-La Comunità' in consorzio fra di loro per i minori.
cronaca
Migranti protestano per cibo, schede telefoniche, ticket bus
Mezz'ora di presidio davanti a una comunità del centro
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