
Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, non è stata invece ancora calendarizzata l'audizione dell'ex ministro dello Sviluppo Ecomonico Federica Guidi, che di quell'emendamento parlò in una telefonata con il suo compagno.
Durante la direzione del Pd il premier Matteo Renzi ha parlato anche dell'inchiesta di Potenza sulle estrazioni di petrolio "Chiedo alla magistratura italiana non solo di indagare il più velocemente possibile ma di arrivare a una sentenza. Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi", ogni quattro anni.
Anche se poi spiega: "Dire che noi abbiamo attaccato la magistratura non fa i conti con la realtà, non è accaduto, non la sfido, io ho chiesto di andare a sentenza, io ho detto che il centrodestra era quello del legittimo impedimento, noi siamo quelli che chiedono di fare velocemente i processi".
Intanto il Movimento Cinque Stelle è sul piede di guerra e da Viggiano lancia all'attacco al governo che "vuole occultare trivellopoli" e chiede la calendarizzazione al più presto della mozione di sfiducia al governo che ha presentato".
"E' uno spasso vedere la Santa Alleanza di chi non la pensa come noi - ha detto ancora Renzi - Berlusconi, Salvini e Di Maio che pensano a mozioni insieme, se le scrivono, le votano e perdono". Renzi ha definito "una scelta di serietà e rigore" quella della minoranza che ha rifiutato la richiesta M5S di presentare insieme la mozione di sfiducia al governo sul caso Tempa Rossa.
Intanto al termine di una camera di consiglio durata circa quattro ore, il Tribunale di Potenza ha condannato a pena comprese fra due e sette anni di reclusione gli ex vertici della Total e alcuni imprenditori e amministratori. La vicenda - diversa dalle indagini attualmente in corso - si riferisce ai lavori per la costruzione del centro oli di "Tempa rossa", fra Corleto Perticara (Potenza) e Gorgoglione (Matera). L'inchiesta, coordinata dall'allora pm di Potenza Henry John Woodcock, risale al 2008.
L'indagine della Procura di Potenza sul Centro Olio di Viggiano non preoccupa Eni, ma fa indignare l'ad Claudio Descalzi che, a margine di una presentazione in Borsa a Milano se la prende con "chi dice senza sapere quello che facciamo, che siamo degli avvelenatori". "E' la cosa che mi fa indignare di più - afferma alzando il tono di voce - perché non avveleniamo nessuno, lo fa invece chi racconta cose senza capire e approfondire, avvelenando il sistema industriale e l'ambiente sociale".
IL COMMENTO
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