
La Lactalis preferisce comprare il latte altrove, dove il costo di produzione è più basso, ma lo sono anche le garanzie di qualità del prodotto, a causa di scarsi controlli sul trattamento degli animali, sulla loro alimentazione e sulla provenienza e composizione dei mangimi. «La grande distribuzione, in questo modo, infligge il colpo di grazia ai produttori, costretti a buttare via sessanta quintali di latte al giorno, con gravi ricadute economiche su tutta la filiera».
«È necessario sostenere con ogni forza le eccellenze delle produzioni nostrane, minacciate dal cinismo di multinazionali sempre più lontane dalle esigenze di cittadini e produttori locali». L’unica strada per difendere la produzione locale è la promozione della filiera corta dal produttore al consumatore.
IL COMMENTO
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