politica

Chiavari si prende il Giro dell'Appennino e si rifà per il depuratore
1 minuto e 51 secondi di lettura
Il Giro dell'Appennino ha trovato asilo. Il sindaco Marco Doria ha deciso di sfrattarlo da Genova mettendo sul piatto una cifra di poco superiore agli 8 mila euro e lasciando l'amaro in bocca all'Unione Sportiva Pontedecimo, che per tradizione organizza l'evento. Chi lo ha salvato, regalando al suo territorio un evento di grande prestigio, è invece Roberto Leveggi, primo cittadino di Chiavari. La 77esima edizione arriverà sulle sponde dell'Entella con un percorso diverso, “ancora più bello”, dicono gli organizzatori. “Siamo molto contenti, l'importante era dare continuità alla manifestazione”, commentava l'assessore regionale allo sport, Ilaria Cavo, che si è adoperata a tutela della storica gara. 

Ma c'è di più nella partita vinta da Levaggi. Doria, che è anche sindaco metropolitano e quindi capo dell'ex Provincia di Genova, ha rifilato a Chiavari il 'pacco' del depuratore unico per tutto il Tigullio, un impianto da realizzare in colmata a mare a dispetto dei progetti che il Comune aveva già in cantiere. In questo modo anche Sestri Levante e la Val Petronio scaricherebbero sulle sponde dell'Entella. Non a caso proprio Sestri Levante, amministrato dalla dem Valentina Ghio, fu l'unico comune costiero dell'Ato a votare per il depuratore di comprensorio a Chiavari, in spregio a Levaggi e a tutti gli altri che ne proponevano due distinti. La Città metropolitana è andata avanti lo stesso, e questo ha fatto imbufalire personaggi di spicco come Antonio Gozzi.

È brutto pensare che dietro ci siano le solite logiche di partito. Se così fosse, il Comune di Genova, e Doria come presidente della città metropolitana, non possono e non devono penalizzare Chiavari perché il sindaco è più vicino al centrodestra. Levaggi, prima di dimettersi da assessore metropolitano, lo disse a chiare lettere: “Questa è una decisione politica, non tecnica. C'è un patto forte tra Iren e Pd”. Può darsi che si sbagliasse, ma allora perché l'ex Provincia ha agito in barba al parere di tutti i Comuni rivieraschi interessati, salvo Sestri Levante, l'unico targato Pd? Allo stesso modo sarebbe inaccettabile se la Regione favorisse i Comuni del centrodestra. Non si fa. Non quando è in gioco il bene dei cittadini.