
"Dopo il caso del peschereccio Mina che ha portato alla luce l'esistenza del trattato di Caen, a cui ribadiamo con forza tutta la nostra contrarietà, ritengo - ha aggiunto Mai - che le rassicurazioni, benché ricevute personalmente in sede ministeriale lo scorso marzo, non siano sufficienti a fare chiarezza una volta per tutte sulla delimitazione della zona economica esclusiva di pesca tra Italia e Francia".
"Dopo aver già scritto al ministero e aver ricevuto risposte vaghe, ho ritenuto necessario riscrivere al direttore generale per l'Unione Europea del ministero affari esteri e cooperazione internazionale Giuseppe Buccino per sollecitare, ulteriormente, risposte precise a domande circostanziate da cui dipende il futuro dell'attività dei nostri pescatori" ha proseguito l'assessore che lo scorso 10 marzo aveva incontrato a Roma il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola per fare presente in sede ministeriale "le pesanti ripercussioni che verrebbero a ricadere sulla flotta tirrenica, e ligure in particolare, a seguito della ratifica dell'accordo bilaterale Italia-Francia".
"Avevo ricevuto rassicurazioni sul fatto che la Zona economica esclusiva istituita dalla Francia non avrebbe interdetto l'attività dei nostri pescatori di grandi pelagici come il pesce spada - spiega l'assessore alla Pesca Mai - ma fino ad oggi non sono stati forniti chiarimenti puntuali. Pertanto rinnovo la richiesta al governo di sedersi a un tavolo per ridiscutere i termini del trattato perché la fossa del cimitero dei gamberi resti alla Liguria" ha spiegato l'assessore Mai.
"Aspettiamo che il ministero formalizzi la totale liceità della nostra pesca anche nella Zona economica esclusiva della Francia - ha concluso Mai - in quanto ricade in acque dell'Unione Europea e quindi dove l'attività dei nostri pescherecci è e continuerà a essere permessa, ma pretendiamo garanzie scritte e incontrovertibili a tutela del nostro comparto ittico".
IL COMMENTO
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