
A parte l'ineleganza dell'assunto, tocca qui ricordare come Ferrero, appena ricevuta in dono – più dote di avviamento - la società dalla famiglia Garrone-Mondini, avesse immediatamente incluso tra i rami secchi da tagliare anche il Trofeo Ravano, incurante del significato storico della kermesse. Perciò, tagliati i fondi che la UC Sampdoria tradizionalmente destinava al torneo, la sopravvivenza dell'evento era stata resa possibile soltanto dall'impegno personale della stessa famiglia del fondatore, a partire dalle sorelle Francesca e Ludovica Mantovani, quest'ultima apprezzata organizzatrice sportiva con una propria società. Infatti negli ultimi due anni il “Ravano” è stato sostanzialmente de-sampdorianizzato: il marchio del Marinaio non compare più sulle maglie dei bambini partecipanti, l'unico legame rimane morale ed è quello con il nome dei Mantovani.
Per l'edizione appena conclusa, la UC Sampdoria aveva peraltro compiuto un bel gesto, mettendo a disposizione il pullman sociale come navetta in direzione Fiera, per i bambini in lizza nelle gare decisive. Una mossa simpatica, che però è stata neutralizzata dalle incaute dichiarazioni di chi, sul piano formale, di Paolo Mantovani è successore e dovrebbe quindi custodirne, oltre che la memoria, anche l'opera e i valori.
Dalla famiglia del Presidente più amato dai tifosi doriani sono arrivate repliche diplomatiche, ma nel mondo dei sostenitori l'ultima uscita infelice del Viperetta ha destato scalpore e risentimento, ampliando una frattura destinata ad allargarsi, nella prospettiva di quel «tireremo le somme» preannunciato mesi fa dai gruppi della Sud. Aver toccato, sia pure indirettamente, la creatura prediletta di Mantovani sembra segnare un punto di non ritorno. In quale direzione, si vedrà.
IL COMMENTO
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