
Nel progetto hanno creduto tra gli altri Dario Fo, Luca Bizzarri e Jurij Ferrini. "L'idea è nata nel 2010 per iniziativa dell'allora direttore Salvatore Mazzeo, nel 2013 è iniziata la costruzione - racconta il direttore di Marassi, Maria Milano - ora siano alla fine del progetto e domani ci apriamo alla città: il pubblico avrà un'entrata dedicata a simboleggiare un rapporto più forte con la città e una commistione tra dentro e fuori".
Il progetto è costato circa 500 mila euro, in gran parte coperti con risorse del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero di Giustizia, ma hanno contribuito anche banche e privati."Poi hanno donato la loro opera architetti, ingegneri, falegnami, tecnici teatrali e carcerati", spiega la presidente della onlus Teatro Necessario, Mirella Cannata, insegnante, che gestisce le attività teatrali nel carcere anche con fondi Ue per la formazione dei detenuti.
Chi entra nella casa circondariale, scopre una struttura contemporanea rivestita di assi di perlinato (è stato anche lanciata una sottoscrizione ad hoc "Adotta una perlina"). Ci sono alberi e un piccolo giardino davanti al Teatro dell'Arca. "E' un vero teatro", esclama il regista Sandro Baldacci. "Prima provavamo in una stanza dove stavano allestendo il centro cottura, un cantiere senza riscaldamento. Provare in un vero teatro è un'altra cosa, abbiamo un torre scenica di 9 metri. Potremo ospitare spettacoli di ogni genere".
IL COMMENTO
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