
IL PD: "UNO SPRECO" - "Toti vuole i sottosegretari regionali a tutti i costi ma non ci dice perché li vuole istituire, quali funzioni avranno, come si rapporteranno con le strutture dirigenziali, cosa faranno e quanto guadagneranno. Anzi, non sa neppure se saranno uno, due o tre", scrivono scrivono in una nota i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Pippo Rossetti.
Secondo i due esponenti dem le uniche ragioni per le quali "Toti intende modificare lo statuto regionale e istituire la figura dei sottosegretari" stanno nel blindare la propria maggioranza e distribuire riconoscimenti e prebende. È avvilente vedere come tutti gli sforzi che il centrosinistra ha fatto in questi anni per tagliare i costi della politica in Regione Liguria vengano vanificati giorno dopo giorno da questa maggioranza".
"Noi - ricordano i consiglieri regionali - avevamo abolito vitalizi, ridotto emolumenti e spese dei gruppi e portato gli assessori da 12 a 7 (anche se la Lega Nord, che ora vuole i sottosegretari, aveva fatto una durissima battaglia affinché gli assessori fossero addirittura 6 e tutti non esterni). Con la Giunta Toti invece i costi sono tornati a salire".
IL M5S: "NO ALLA DOPPIA MORALE" - Critiche anche dal Movimento 5 Stelle, che però se la prende anche con la "doppia morale" del centrosinistra: "Ancora una volta Toti non perde occasione per trasformare i cittadini liguri nel suo bancomat personale e in Commissione spinge sulla sciagurata proposta dei 3 sottosegretari. Costo dell’operazione stimata: quasi 900mila euro nell’arco dell’intera legislatura.
I consiglieri Salvatore e De Ferrari proseguono: "E intanto in Commissione è andata in scena la solita finta polemica tra centrodestra e Pd, che dà lezioni di moralità, ma intanto non si è mai ridotto gli emolumenti (né in Regione, né in Parlamento), né ha mai rinunciato ai rimborsi elettorali. La lotta agli sprechi non si fa solo tagliando su incarichi e competenze inutili, ma, soprattutto, sugli stipendi da nababbi della politica, a cui né Toti né il Partito Democratico hanno mai rinunciato. Si fa tagliando la sede della Reggia di De Ferrari che ci costa 2 milioni di euro d’affitto all’anno, come peraltro aveva promesso Toti e mai messo in pratica.
PASTORINO: "ATTEGGIAMENTO SCHIZOFRENICO" - "Assolutamente infruttuosa la discussione con Toti, stamattina in veste di assessore al bilancio. Ovvio essere contrari a questo provvedimento, che non serve ad altro se non ad aumentare i costi della politica", accusa il consigliere di Rete a Sinistra Gianni Pastorino. "Come al solito ci siamo trovati di fronte a un testo blindato, a senso unico; aspetto ancor più grave, il processo di introduzione dei sottosegretari avviene senza aver fatto un ragionamento sull’architettura istituzionale, cioè sulle modifiche che dovranno intervenire nell’ordinamento regionale per convalidare queste cariche".
Per Pastorino l’atteggiamento è "contraddittorio, se non schizofrenico. Nella precedente legislatura il centrodestra gridava allo scandalo, quando la giunta di centrosinistra passava da 6 a 7 assessori. Oggi che è al governo ci fa sapere che 7 assessori non bastano, sono troppo pochi: bisogna arrivare a 10 figure di governo. Un aumento del 30%: un’enormità".
TOTI: "OPPOSIZIONE PREGIUDIZIALE" - "E' inutile cercare di spiegare a chi non vuole né sentire né capire. Se è comprensibile l'opposizione pregiudiziale dei Cinque Stelle, che del predicare bene e razzolare male, talvolta malissimo, hanno fatto una filosofia di vita, risulta invece assolutamente incomprensibile l'atteggiamento del Pd, che rivendica nel suo dna una cultura di governo". Così risponde alle polemiche Giovanni Toti, presidente della Regione.
"Abbiamo spiegato e rispiegato l'esigenza di dotare la Regione di strumenti più efficaci di governo rasi al suolo dal Pd nella sua assurda quanto inutile rincorsa di un populismo che i liguri hanno ben compreso mandandoli a casa alle ultime elezioni. Troppo facile governare come hanno fatto loro con ben 13 assessori, di cui alcuni addirittura esterni, e quindi con costi aggiuntivi (tralasciando per buona creanza la fine che hanno fatto alcuni di questi), con amici e parenti sistemati nei posti chiave della pubblica amministrazione a discapito di capacità e competenza e a spese dei contribuenti liguri".
"Sarebbe bello poter avere un confronto con un'opposizione serena e non pregiudiziale, capace di fare ammenda degli errori e degli sprechi passati, già puniti dagli elettori, e capace di contribuire a un percorso di rinnovamento della nostra regione, così come sarebbe bello confrontarsi con un Movimento Cinque Stelle che non sia moralista a intermittenza e che non valuti le nostre proposte solo sulla base di possibili scambi di propria convenienza. Purtroppo non è così, ma ormai ci siamo abituati. Andiamo avanti senza crucciarcene più di tanto", conclude Toti.
IL COMMENTO
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