
L'uomo è ritenuto responsabile dei reati di usura, tentata estorsione, in concorso, e trasferimento fraudolento. L’indagine è scaturita da una pregressa attività di polizia giudiziaria condotta dalla Dia di Genova che, nel 2014, aveva portato all’arresto di un pregiudicato di Roccaforte del Greco, un imprenditore spezzino contiguo alla ‘ndrangheta, anch’egli per trasferimento fraudolento di valori, in concorso, ed attualmente sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per la pericolosità mafiosa.
In questo modo, lo stesso aveva accumulato, con i proventi delittuosi, un notevole patrimonio immobiliare e aziendale, oggi sottoposto a sequestro, la cui proprietà in parte è stata trasferita fittiziamente al figlio, per favorire l’attività di riciclaggio dei beni provento dell’usura.
IL COMMENTO
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