
Campetto, lo dice il nome, in tempi molto antichi era un semplice orto. In mezzo alla piazza c'è il barchî che una volta si trovava in piazza Ponticello, attuale piazza Dante. Sotto via Luccoli, via Soziglia e via degli Orefici scorre ancora il rio Sant'Anna, che ogni tanto riemerge allagando tutto. Oggi è una zona commerciale piuttosto viva ed eterogenea, dove i negozi prendono sede negli interni degli splendidi palazzi del sistema dei Rolli.
Ma qui, il commercio, è sempre stato una regola. In quest'area è altissima la concentrazione di botteghe storiche, retaggio di un processo, cominciato nel tardo Settecento, che trasformò Campetto e Soziglia in un fulcro della vita mondana genovese. I suoi caffè, nell'Ottocento, ospitavano le riunioni segrete di carbonari e mazziniani.
Nel Medioevo era proprio Soziglia il luogo del mercato cittadino, mentre le vie intorno raccontano degli antichi mestieri artigiani: gli orefici, in genovese fraveghi, gli indoratori, e gli scudai di Scuaia, diventata Scurreria grazie a una traduzione grossolana.
E poi, andando un po' in giù verso il cuore della Maddalena, la Basilica delle Vigne, un gioiello nascosto nel dedalo dei carroggi, oggi punto d'incontro tra culture, religioni e cittadini che tutti insieme dicono no al degrado portando in piazza la voglia di rinascere.
IL COMMENTO
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