
La metropolitana, per fare un esempio, è quella di sempre: corta e rarefatta. Le ultime corse intorno alle 21, con una frequenza verso sera che si aggira sui 20 minuti, "incredibile per una metropolitana", ricorda Pampolini. L'unica notizia, ma è davvero una piccolezza, è lo spostamento del capolinea del 618, linea serale che sostituisce il 18: non più in viale Benedetto XV ma in via Mosso, di fronte al pronto soccorso. Per il resto, tagli al servizio non ce ne sono, ed è già un bene.
Il paradosso è che a piangere sono le linee di forza, cioè quelle che servono gli assi principali della città. Ad esempio il 20, filobus che attraversa l'intero centro città, farà una corsa ogni 13 minuti. Il 7, che raccoglie tutta la Valpolcevera a monte della metropolitana e anche oltre, partirà ogni 13 minuti il sabato mattina. "Sono frequenze pessime, che scoraggiano chiunque a usare il mezzo pubblico", spiega Pampolini.
Al dato inconfutabile degli orari si aggiunge un'altra problematica. Dice ancora Pampolini: "Il parco mezzi accusa una grave carenza di autobus da 18 metri, quelli più capienti, che dovrebbero essere usati su queste linee. Amt dovrà ricorrere ad autobus più piccoli". Perciò, se è vero che le frequenze non sono state ritoccate, la qualità del servizio peggiorerà eccome. Perché, a parità di corse, ci sarà spazio per meno gente.
Problemi vecchi che avrebbero due soluzioni nell'immediato. "Anzitutto acquistare nuovi mezzi da 18 metri. Ne sono arrivati sedici usati da Basilea, ma devono essere adeguati per essere immessi in servizio. Se no occorre rivedere le frequenze. È impossibile gestire linee come l'1 o il 18 con questi orari", prosegue Pampolini. Anche se lui è un fan sfegatato di un mezzo che cambierebbe le carte in tavola: il tram.
IL COMMENTO
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