
Nega anche la possibilità di una scissione di partito o una sua eventuale candidatura a capogruppo: "Io non sono proprio, di indole, un capopartito. Non lo sarò mai posso produrre idee e studiare".
Nel ricordare la sua carriera da sindaco commenta le minacce ricevute durante la sua attività: "Forse non mi sarei dovuto dimettere. Ma è vero che io subivo un'enorme pressione. Non solo io, ma anche la mia famiglia. Mi arrivarono due buste con dei proiettili, in una c'erano le cartucce di una P38 special con questo messaggio: 'I prossimi proiettili serviranno per bucare te, tua moglie e tua figlia. E sappiamo dove vive tua figlia'. Poi, certo, ci fu l'assedio politico e l'aggressione mediatica...".
Infine replica al risarcimento per i danni d'immagine alla città che la Raggi gli aveva richiesto: "Mi aspetto che la sindaca si impegni con la stessa determinazione con cui io ho trovato 13 milioni di euro di finanziamenti, grazie ai quali lei ha potuto inaugurare con la fascia tricolore la scalinata di piazza di Spagna restaurata".
Alla domanda se secondo lui la Raggi possa essere sotto attacco di poteri forti risponde: "Non lo so. Certo che dicendo brutalmente no alle Olimpiadi deve essersi fatta dei nemici molto potenti".
IL COMMENTO
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