
Tutto cominciò nel 2012 quando il proprietario della Vespa, un architetto, passando davanti all' officina riconobbe il Px che gli era stato rubato un mese prima. Il meccanico si difese dicendo che la Vespa gli era stata venduta da un savonese, che però chiamato dalla polizia lo smentì. Gli agenti sequestrarono subito la Vespa. Giorni dopo un altro Px Piaggio venne fatto ritrovare davanti ad officina di Borgoratti: sul telaio i numeri della moto rubata all'architetto, ma un telaio diverso.
Un tentativo, questo, considerato dagli inquirenti (il magistrato titolare dell'indagine Vittorio Ranieri Miniati e i vigili urbani della sezione giudiziaria), un maldestro tentativo di depistare le indagini. A sancire che l'architetto (difeso dall'avvocato Alessandro Profumo) aveva ragione ed ad inchiodare il meccanico sono stati i tecnici della Piaggio di Pontedera (Pisa) che hanno effettuato due missioni a Genova rilasciando due relazioni tecniche che sanciscono che il Px trovato davanti all'officina dei vicoli era stato contraffatto.
IL COMMENTO
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