
"I lavoratori sono nauseati dall'atteggiamento di Doria e dell'azienda - spiega a Primocanale Andrea Gatto, segretario nazionale Faisa Cisal - che in pratica è controllata da Autoguidovie che se ne frega dei dipendenti e pensa solo al profitto. Il sindaco si degnerà di sedersi al tavolo solo quando i bus torneranno a circolare. Chiaramente ci sarà una discussione tra chi vorrà scioperare e chi vorrà tornare a lavorare. Speriamo che prevalga il senso di responsabilità e che ci diano mandato per lavorare a un nuovo accordo. Ma sarebbero bastate due ore, anziché aspettare cinque giorni".
Un incontro comunque proficuo, quello di venerdì sera in Prefettura, arrivato grazie alla mediazione del presidente Toti dopo quattro giorni di sciopero totale, cortei, blocchi e proteste. I lavoratori sono arrabbiati con l'azienda e con la Città metropolitana, che non rispettano gli accordi sui salari, e col sindaco metropolitano Doria che gli ha chiuso in faccia le porte di Palazzo Tursi rifiutando il dialogo. Già: ma dov'era Marco Doria mentre tutti lo aspettavano in piazza Corvetto, accontentandosi poi del consigliere delegato Antonino Oliveri?
No, nessun impegno istituzionale. Il sindaco brindava con imprenditori e personaggi di spicco della borghesia genovese alla festa di auguri del Rina, l'azienda di certificazioni navali. E appena presa la parola, davanti alla crema della società locale, ha sentenziato (e confermato quanto già detto): "Io non mi siedo a nessun tavolo finché non ripartirà l'ultimo bus". Frase accolta dai convenuti con un tripudio di applausi. Un appuntamento, quello natalizio del Rina, che il marchese arancione Doria non ha mai degnato di attenzione. Salvo farlo nel momento in cui il Genovesato intero attendeva da lui un segnale, se non di apertura, almeno di presenza. Ma in Prefettura lo stanno aspettando ancora adesso.
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Al tavolo si sono seduti comunque il governatore Toti con l'assessore Berrino, Maurizio Beltrami, vicepresidente di Atp, e il delegato ai trasporti per la Città Metropolitana Antonino Oliveri. La soluzione potrebbe arrivare con l'assist della Regione, il secondo in questa trattativa, che alzerebbe le risorse disponibili da 300 mila a 600 mila euro, raddoppiando il contributo una tantum per la lotta all'evasione tariffaria. In questo modo mancherebbero ancora 140 mila euro per assicurare ai lavoratori il reintegro del 30% dell'integrativo decurtato nelle fasi di concordato fallimentare scaduto da circa un anno. Ma si ridiscuterebbero tutti gli accordi presi in precedenza e variati unilateralmente dall'azienda.
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In giornata i lavoratori hanno deciso di bloccare la Sopraelevata per alcune ore. A mezzogiorno è partito il corteo con in testa lo striscione "Vogliamo diritti, non mance". Circa 200 lavoratori hanno occupato la rotonda alla Foce per poi dirigersi verso Ponente lungo la carreggiata lato monte. Il blocco è stato rimosso solo verso le 15.30, quando i sindacati sono stati ricevuti da Toti e hanno ricevuto la garanzia di una nuova convocazione in Prefettura.
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